Roma, 24 marzo 2026 – Giorgia Meloni ha ammesso la sua sconfitta nel referendum sulla giustizia, un risultato che trascende le aspettative più pessimistiche. Con il conteggio delle schede ancora in corso, la premier ha riconosciuto l’impatto politico della votazione, che risulta inequivocabilmente essere una contestazione al governo, riporta Attuale.
“Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel programma. Gli italiani si sono espressi con chiarezza e noi rispettiamo la loro decisione. Resta il rammarico per un’occasione persa per modernizzare l’Italia”, ha dichiarato Meloni in un videomessaggio di 46 secondi. L’affluenza alle urne è stata alta, ma il risultato netto ha colto di sorpresa i leader del governo, segnalando una chiara opposizione popolare. Meloni ha discusso la questione con i suoi vice, Antonio Tajani e Matteo Salvini.
L’abbandono dei giovani
In questo contesto, quello che emerge con maggiore urgenza è il disinteresse dei giovani, i quali hanno votato in massa contro la riforma, segnando una sconfitta per una leader che aveva cercato di guadagnarne il supporto in quella fascia demografica. Questo dato suggerisce non solo un allontanamento dalle politiche attuali, ma una possibile crisi di consenso per Meloni nel lungo termine.
Meloni non lascia: possibile rimpasto?
Nonostante la sconfitta, Meloni ha affermato di volere rimanere in carica fino alla fine della legislatura, rinunciando all’idea di elezioni anticipate, una scelta che risulterebbe impraticabile data la situazione attuale. Tuttavia, si parla già di un possibile rimpasto nel governo, con speculazioni su Salvini al Viminale e Luca Zaia come ministro del Made in Italy. La premier punta sulla stabilità, chiosando che la risposta alle critiche residue e alle difficoltà politiche dovrà passare attraverso misure economiche più incisive.
Addio al premierato
Le riforme relative al premierato sono state chiaramente bocciate, e Meloni intende procedere con la riforma elettorale, prevedendo un innalzamento della soglia di sbarramento. Tuttavia, questo progetto è già diventato fonte di divisione all’interno della coalizione, e i rivali politici, come Schlein e Conte, sono pronti a sfruttare la debolezza attuale del governo.
Le prossime sfide
Rivela un clima di tensione crescente in vista delle prossime scadenze politiche, con preoccupazioni espresse dal sottosegretario Fazzolari riguardo a divisioni interne. La popolarità di Meloni è messa a dura prova, soprattutto nel Nord, dove la partecipazione al voto è stata significativamente diversa rispetto ad altre regioni, evidenziando le difficoltà del centrodestra.
Delmastro ha un piede fuori dalla porta
Con la crisi attuale, le accuse all’interno della coalizione si intensificano. I membri di Forza Italia e Lega sono impazienti nei confronti dei membri del governo, in particolare su Carlo Nordio, attualmente sotto pressione. Un confronto decisivo con Andrea Delmastro, sottosegretario e considerato “indifendibile”, è atteso a breve, mettendo ulteriormente alla prova la coesione del governo.
Incredibile, una vera sconfitta per Meloni! I giovani si sono espressi chiaramente e adesso la situazione è davvero delicata per il governo. Come ci si può aspettare che i giovani supportino questo governo che sembra distante dalle loro esigenze? E ora un rimpasto? Sarà veramente la soluzione?