Il crescente pressing interno a Forza Italia per un cambio ai vertici della leadership, in particolare sotto la direzione del segretario Antonio Tajani, ha portato a una richiesta di discontinuità nei ruoli chiave del partito, con particolare attenzione a Paolo Barelli, capogruppo alla Camera. Dopo la recente dimissione di Maurizio Gasparri al Senato, ci sono segnali che suggeriscono la necessità di un avvicendamento, ricorda un informato forzista, evidenziando che i numeri per una raccolta firme sarebbero disponibili se Marina Berlusconi dovesse dare un via libera. Al contempo, l’incontro decisivo tra Tajani e la figlia del Cavaliere non si è ancora concretizzato, portando a diverse interpretazioni interne riguardo al senso di questa mancanza, riporta Attuale.
«No alle forzature»
Nonostante la crescente pressione, sembra prevalere la volontà di non forzare la mano al vicepremier. Si cerca di evitare di compromettere la sua leadership e il suo ruolo nel governo, specialmente in un contesto post-referendum e in un panorama internazionale complesso. L’idea che sta guadagnando terreno è quella di un avvicendamento con il vice presidente della Camera Giorgio Mulè, il quale, subentrando alla guida del gruppo, permetterebbe a Barelli di conservare un ruolo. Tale strategia ricorda la staffetta tra Stefania Craxi e Maurizio Gasparri, ma senza arrivare a una raccolta firme, almeno per il momento. Un altro esponente di Forza Italia ribadisce che non ci sono stati tentativi organizzati per raccogliere firme al riguardo, definendo l’eventuale cambio come un avvicendamento privo di dramma. Mulè, grazie al suo lavoro svolto in TV, è considerato un candidato valido.
Gli altri nomi
Le alternative al capogruppo Barelli non mancano. Tra i nomi che circolano, Alessandro Cattaneo e Deborah Bergamini sono in pole per eventuali nomination in futuro. Tuttavia, il compito di operare un rinnovamento alla Camera è complicato anche dalla vicinanza di Barelli al leader del partito e dalle delicatissime nomine nelle partecipate pubbliche, gestite direttamente dal numero due di Tajani. “Non so quanto possa essere entusiasta Gianni Letta”, fa notare con una punta di sarcasmo un osservatore interno.
Nel frattempo, Tajani è attualmente all’estero: oggi è in visita a Kiev per la riunione informale dei ministri degli Esteri UE in commemorazione dell’anniversario del massacro di Bucha, prima di proseguire per la Serbia. In un tentativo di disinnescare le tensioni all’interno del partito, sta valutando alcune contromosse, tra cui un possibile stop ai congressi, già in registrazione di rallentamento. Un esponente di Forza Italia critica la priorità data ai congressi, sottolineando l’importanza di riunirsi attorno a questioni concrete piuttosto che concentrarsi sui numeri delle tessere, che non sempre corrispondono ai voti reali.