L’intelligence serba smentisce accuse contro l’Ucraina per esplosivi trovati vicino al gasdotto in Ungheria

06.04.2026 18:35
L'intelligence serba smentisce accuse contro l'Ucraina per esplosivi trovati vicino al gasdotto in Ungheria

Il direttore dei servizi segreti serbi smentisce le accuse contro l’Ucraina riguardo al gasdotto TurkStream

Il direttore dell’Agenzia per il controspionaggio e la sicurezza militare della Serbia, Đuro Jovanić, ha dichiarato che non è stata l’Ucraina a piazzare due zaini pieni di esplosivo e detonatori accanto al gasdotto TurkStream, a 20 chilometri dal confine tra Serbia e Ungheria, riporta Attuale.

Nei giorni scorsi, alcuni politici ungheresi, tra cui il ministro degli Esteri Péter Szijjártó, avevano accusato direttamente l’Ucraina di tentato sabotaggio. Tuttavia, Jovanić ha chiarito che le responsabilità non possono essere attribuite a Kieve, alimentando un dibattito acceso sulla situazione.

Diversi esperti di sicurezza hanno messo in guardia l’opinione pubblica ungherese su possibili operazioni di “false flag”, tese a fornire al primo ministro Viktor Orbán un pretesto per dichiarare lo stato di emergenza in vista delle elezioni del 12 aprile, mirando a rinviare o annullare il voto.

Un portavoce del ministero degli Esteri ucraino aveva già negato con fermezza qualsiasi implicazione, denunciando i tentativi ungheresi di coinvolgere l’Ucraina in un complotto. Péter Magyar, principale avversario di Orbán, ha definito la vicenda un’impostazione orchestrata dal primo ministro per «seminare il panico» su consiglio dei suoi «consulenti russi».

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