La situazione attuale: Trump, la “tempesta inevitabile” e la posizione sull’Italia
(Luca Angelini) Donald Trump annuncia sul suo social Truth che «la tempesta è ormai inevitabile». Queste dichiarazioni arrivano dopo che Mojtaba Khamenei, la Guida Suprema dell’Iran, ha avvertito che gli americani si trovano «in fondo al mare del Golfo Persico». La popolazione iraniana, come riporta Attuale, vive sempre più in condizioni disperate.
Secondo fonti, Trump avrebbe ricevuto dal comando militare americano Centcom piani per raid brevi, intensi e chirurgici volti a piegare Teheran e costringerla a negoziare. Tuttavia, esperti come l’ex generale Mark Kimmitt dubitano che questa strategia possa realmente sbloccare la situazione, affermando: «Credo che se ci aspettiamo che una breve serie di attacchi contro di loro li costringa a tornare ai negoziati alle nostre condizioni, dobbiamo ripensarci».
Il commento dell’ambasciatore Giampiero Massolo sottolinea la pericolosità della minaccia di uso della forza, evidenziando il paradosso che non porta all’immediata resa da parte dell’Iran. Egli afferma che tale escalation verbale mira a evitare le azioni concrete che comporterebbero rischi significativi. Massolo interroga anche sull’atteggiamento degli europei, affermando: «per quanto tempo ancora pensano di potersi estraniare da un conflitto che coinvolge la loro stabilità economica, energetica e sociale?». La geopolitica impone una realtà difficile da ignorare.
Nelle ultime dichiarazioni, Trump ha criticato anche gli alleati, compresa l’Italia. Durante una lunga conferenza stampa, ha risposto a una domanda su un possibile ritiro di soldati da Germania, Spagna e Italia, dicendo: «Sì, probabilmente, perché non dovrei? L’Italia non è stata d’alcun aiuto». Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha replicato: «Non capirei le ragioni di un ritiro».
La situazione si complica ulteriormente sul fronte libanese, dove almeno 28 persone sono state uccise in raid aerei israeliani nel sud del Libano, segnalando che il conflitto continua a intensificarsi. Inoltre, Trump ha chiesto a Benjamin Netanyahu di limitarsi a «azioni chirurgiche», esprimendo preoccupazione per i danni collaterali e l’immagine di Israele. In un apparente paradosso, ha continuato a pressare il presidente israeliano Isaac Herzog a concedere a Netanyahu la grazia, etichettandolo come un «eroe nazionale» ingiustamente perseguitato.