Oligarchi legati a Orbán trasferiscono miliardi all’estero in attesa del nuovo governo Magyar

03.05.2026 11:05
Oligarchi legati a Orbán trasferiscono miliardi all'estero in attesa del nuovo governo Magyar

Viktor Orbán in uscita: businessman e collaboratori in fuga dall’Ungheria

In Ungheria, il primo ministro Viktor Orbán vede avvicinarsi la fine della sua carriera politica, dopo aver perso le elezioni. Sarà sostituito da Péter Magyar, il cui insediamento è previsto per metà maggio. In queste settimane, molti imprenditori e membri del partito di Orbán, Fidesz, stanno lasciando il Paese, temendo indagini e processi sotto il nuovo governo. Le preoccupazioni riguardano potenziali accuse per appropriazione indebita di fondi pubblici e pratiche di assegnazione di appalti poco trasparenti che hanno caratterizzato l’amministrazione di Orbán, contro le quali Magyar ha fatto campagna, riporta Attuale.

Il 25 aprile, Magyar ha accusato attraverso un post su X che gli «oligarchi legati a Orbán» stanno trasferendo «miliardi di fiorini» all’estero, in luoghi come gli Emirati Arabi Uniti, gli Stati Uniti e l’Uruguay. Le famiglie di questi imprenditori si starebbero preparando a trasferirsi. Dopo le elezioni, Magyar ha anche denunciato che membri di Fidesz stanno distruggendo documenti compromettenti, temendo che possano essere utilizzati in indagini a loro carico.

Si stima che gli imprenditori vicini a Orbán abbiano accumulato circa 28 miliardi di euro dal 2010 al 2025, grazie a appalti irregolari. Durante la campagna elettorale, Magyar ha promesso di smantellare il sistema di potere di Orbán e punire chi ha guadagnato illecitamente. Ha dichiarato di avere certezza dei trasferimenti finanziari grazie ai dati provenienti dal fisco ungherese, esortando la procura e la polizia a intervenire.

Péter Magyar ha menzionato esplicitamente Lőrinc Mészáros, un imprenditore amico di Orbán. Prima che Orbán assumesse la carica di primo ministro, Mészáros gestiva una piccola azienda nel settore dell’installazione di impianti del gas, mentre oggi è considerato l’uomo più ricco d’Ungheria.

Diversi media ungheresi, inclusi Magyar Hang e 444.hu, hanno riportato negli ultimi giorni che Mészáros ha effettuato trasferimenti significativi dai suoi affari ai suoi conti personali, suggerendo che potrebbe lasciare il Paese. Mészáros ha risposto a Magyar con una lettera, il cui contenuto non è stato reso pubblico, ma il gruppo che gestisce le sue aziende ha affermato di puntare a ridurre le tensioni con il nuovo governo.

Inchieste giornalistiche recenti confermano le accuse di Magyar: il sito di investigazione ungherese Vsquared ha segnalato a marzo che le persone vicine a Fidesz stavano già iniziando a «trasferire la loro ricchezza fuori dall’Ungheria», mentre il Guardian ha riferito di numerosi voli privati in partenza dall’aeroporto di Vienna, utilizzati per portare beni e familiari all’estero.

Attualmente, queste informazioni derivano da indagini giornalistiche e accuse di Magyar, ma non sono ancora confermate da indagini ufficiali, in un contesto dove il sistema giudiziario ungherese è fortemente influenzato da Orbán e dal suo partito, Fidesz.

Péter Magyar e il suo partito, Tisza, hanno conquistato oltre due terzi dei seggi in parlamento, sufficienti per apportare modifiche alla Costituzione. Tuttavia, molti funzionari nelle istituzioni continuano a essere fedeli a Orbán, il che potrebbe complicare il lavoro di Magyar.

Negli scorsi mesi, altre figure legate a Orbán hanno già lasciato l’Ungheria, tra cui il genero István Tiborcz, sospettato in passato di frodi collegate ad appalti pubblici, attualmente in residence negli Stati Uniti con la figlia di Orbán, Rahel. Un altro nome noto è Ádám Matolcsy, figlio di un ex governatore della Banca Centrale ungherese, attualmente trasferitosi a Dubai, dove avrebbe iniziato a spedire beni a marzo.

Entrambi negano di essere fuggiti per sfuggire a indagini, affermando che le accuse contro di loro sono motivate politicamente. Matolcsy ha dichiarato al Financial Times che il suo trasferimento negli Emirati Arabi Uniti è legato a motivi lavorativi. Magyar ha promesso di richiedere la sua estradizione, ma non esiste un accordo tra i due paesi su questo tema.

Secondo il Guardian, anche altri leader di Fidesz starebbero pianificando di emigrare negli Stati Uniti, grazie ai legami tra Orbán e l’attuale governo americano, in particolare con il presidente Donald Trump. Orbán ha sostenuto politiche contro l’immigrazione e a favore della natalità, conquistando favore tra le correnti di destra negli Stati Uniti.

Dopo la sua pesante sconfitta, si vocifera che Orbán potrebbe decidere di rifugiarsi all’estero, temendo indagini, in Paesi governati da leader amichevoli. Attualmente, ha rinunciato al mandato parlamentare ottenuto, concentrandosi sul suo ruolo di leader di Fidesz per analizzare le motivazioni della sconfitta e riformare il partito, con un congresso previsto per il 13 giugno per decidere se confermarlo alla presidenza.

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