Stallo tra Stati Uniti e Iran dopo risposta inaccettabile sul memorandum d’intesa per la guerra in Medio Oriente

10.05.2026 23:55
Stallo tra Stati Uniti e Iran dopo risposta inaccettabile sul memorandum d'intesa per la guerra in Medio Oriente

Trump definisce inaccettabile la risposta dell’Iran sulla proposta di accordo per il Medio Oriente

Domenica, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha bollato come «DEL TUTTO INACCETTABILE» la risposta dell’Iran riguardo la proposta di accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente, riporta Attuale. Trump ha liquidato la questione senza rivelare i dettagli della risposta, portando a un nuovo stallo tra le due nazioni. Sebbene gli attacchi siano ridotti negli ultimi giorni, la guerra continua e lo stretto di Hormuz rimane chiuso, con gravi ripercussioni sulle forniture energetiche e sull’economia globale.

La proposta statunitense, purtroppo, si è rivelata vagamente definita. Si trattava di un memorandum d’intesa, un accordo diplomatico non vincolante in 14 punti che prevedeva la cessazione immediata delle ostilità ma rimandava la maggior parte dei negoziati a 30 giorni successivi. Durante questo periodo, entrambi i paesi avrebbero dovuto impegnarsi a rimuovere progressivamente i rispettivi blocchi nello stretto di Hormuz.

La risposta iraniana è stata inviata tramite il Pakistan, mediatori già utilizzati in precedenti tentativi di accordo. Mentre il contenuto della risposta rimane confidenziale, il Wall Street Journal riporta che l’Iran avrebbe acconsentito a riaprire lo stretto di Hormuz, a condizione che gli Stati Uniti revocassero il blocco navale attualmente in vigore, il quale sta causando gravi conseguenze economiche per l’Iran.

Tuttavia, l’Iran ha categoricamente rigettato la richiesta degli Stati Uniti di smantellare il proprio programma nucleare e di consegnare le scorte di uranio arricchito, materiale necessario per la produzione di armi nucleari. Secondo il Wall Street Journal, l’Iran ha rimandato la discussione sui dettagli del suo programma nucleare a futuri negoziati.

In concomitanza con il rifiuto di Trump, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato in un’intervista che la guerra «non è finita» a causa della continua minaccia rappresentata dal programma nucleare iraniano. Ha menzionato la necessità di potenziali missioni per rimuovere l’uranio arricchito dall’Iran, lasciando intendere che potrebbero essere previste ulteriori operazioni militari, senza fornire ulteriori dettagli.

Le affermazioni di Netanyahu sono in linea con il suo atteggiamento recente, caratterizzato da una netta opposizione verso un accordo con l’Iran. Il primo ministro considera il coinvolgimento degli Stati Uniti in ostilità con l’Iran come un proprio successo politico, rafforzando la narrativa che l’Iran rappresenti una delle più gravi minacce alla sicurezza di Israele. Nel pomeriggio di domenica, si è registrata una telefonata tra Netanyahu e Trump.

Nell’odierna situazione, domenica le forze aeree di alcuni paesi arabi del Golfo hanno intercettato diversi droni provenienti dall’Iran, sollevando interrogativi sul motivo per cui gli attacchi siano ripresi dopo giorni di relativa calma.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere