Riforma elettorale in Italia: aumenta la pressione per una nuova legge
Il progetto di legge per modificare il sistema elettorale italiano approderà nell’Aula della Camera il 26 giugno, segnando la quinta iniziativa di questo tipo. Questa proposta riguarda le regole fondamentali della democrazia, poiché definisce la trasformazione dei voti in seggi e influisce sulla composizione del Parlamento, cruciale per l’elezione del presidente del Consiglio e di organi istituzionali come la Corte Costituzionale, riporta Attuale.
Nonostante l’importanza del tema, l’interesse da parte del pubblico rimane marginale. Molti cittadini percepiscono queste discussioni come un “giochetto da palazzo”, mentre l’analisi delle dinamiche politiche mostra un trend: cambiamenti nel sistema vengono proposti frequentemente e a ridosso delle elezioni, spesso guidati da sondaggi e opportunismi. John Rawls aveva avvisato sull’importanza di stabilire regole eque, quelle capaci di essere accettate senza pregiudizi di convenienza. È quindi fondamentale promuovere iniziative informative, come quella organizzata a Roma il 30 giugno dal gruppo Costituzione e democrazia, evidenziando che il sistema elettorale è prima di tutto un patrimonio degli elettori.
I cittadini dovrebbero chiedere che il Parlamento torni a essere uno spazio di confronto, dove si discuteranno idee diverse attraverso dibattiti pubblici e trasparenti. La necessità di decisioni rapide è riconosciuta, ma la frammentazione del sistema partitico complica tale processo. Tuttavia, in contesti simili, i legislatori non sacrificano la rappresentatività per creare maggioranze artificiali.
La proposta di riforma attuale punta proprio a garantire un vincitore, offrendo un “premio” di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato a una coalizione che superi il 42% dei voti, potenzialmente permettendo di ottenere oltre il 55% delle poltrone. Ciò solleva interrogativi su quanto sia reale il consenso di una coalizione, che potrebbe governare con supporto effettivo inferiore al 30%.
Un’altra aspettativa è che il nuovo sistema favorisca la qualità dei rappresentanti. Tuttavia, la proposta in discussione include liste bloccate, limitando la possibilità degli elettori di conoscere e scegliere i candidati. Questo accentua il potere delle segreterie nei partiti e toglie agli elettori la possibilità di esprimere preferenze, a differenza del Mattarellum, dove i candidati dovevano raccogliere voti in collegi ridotti.
*Professoressa ordinaria di Diritto Costituzionale, Università degli Studi di Milano