Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il presidente russo Vladimir Putin starebbe esercitando una forte pressione sul leader bielorusso Aljaksandr Lukashenko affinché la Bielorussia entri direttamente nel conflitto ucraino. Le richieste di Mosca, accompagnate da forme di ricatto politico e militare, mirano a un’escalation su più fronti.
Il Cremlino avrebbe formulato tre richieste precise. La prima riguarda l’utilizzo del territorio bielorusso per lanciare droni Shahed contro l’Ucraina. La seconda prevede l’apertura di un nuovo fronte occidentale, con l’obiettivo di allungare la linea del fronte e costringere Kiev a dirottare forze militari dalle priorità strategiche orientali. La terza richiesta, la più grave sul piano delle relazioni internazionali, chiede il coinvolgimento diretto di Minsk in operazioni militari contro Paesi vicini membri della Nato.
Le implicazioni per l’Ucraina e l’alleanza atlantica
Se confermate, le pressioni di Putin rappresenterebbero un salto di qualità nella strategia russa, già segnata da mesi di offensiva sul fronte orientale. Per l’Ucraina, un attacco dal nord, attraverso il confine bielorusso, potrebbe costringere a un ulteriore dispiegamento di truppe già provate dalla logorante guerra di trincea nel Donbass. Per la Nato, invece, la prospettiva di operazioni bielorusse contro Stati membri vicini – in particolare Polonia, Lituania e Lettonia – segnerebbe un pericoloso allargamento del conflitto ai confini dell’alleanza.
La posizione di Lukashenko, finora oscillante tra una formale neutralità e una concreta collaborazione logistica con Mosca, appare sempre più stretta nella morsa del Cremlino. Il leader bielorusso ha già concesso l’uso del proprio spazio aereo e terrestre per l’invasione del febbraio 2022, ma finora ha evitato un impegno bellico diretto. Le nuove richieste di Putin, accompagnate da pressioni che il Wall Street Journal definisce come vere e proprie forme di ricatto, potrebbero però spingerlo a un passo decisivo.
Fonti diplomatiche occidentali citate dal giornale americano indicano che l’amministrazione Biden segue con crescente allarme la situazione. Il dipartimento di Stato americano ha più volte avvertito che qualsiasi attacco bielorusso contro un Paese Nato innescherebbe l’articolo 5 del trattato, con conseguenze imprevedibili per l’intera architettura di sicurezza europea.
Al momento non vi sono conferme ufficiali da parte di Minsk o Mosca. Le richieste del Cremlino, se confermate, segnerebbero un ulteriore passo verso un ampliamento del conflitto.