Gianni Alemanno rilasciato dal carcere dopo la condanna nella maxi inchiesta su mafia romana
Roma, 24 giugno 2026 – “Esco dal carcere da innocente. La tolleranza zero deve essere contro i reati, non contro la dignità delle persone”. È il primo commento dell’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, all’uscita da Rebibbia, dove ha scontato 1 anno, 5 mesi e 24 giorni di pena per la condanna nell’ambito del processo sulla maxi inchiesta su mafia romana e pubblica amministrazione chiamata ‘Mondo di mezzo’, riporta Attuale.
Rispondendo alla folla di cronisti e telecamere, Alemanno ha espresso rabbia e indignazione, criticando apertamente la premier: “Giorgia Meloni non ha fatto nulla sulla situazione delle carceri. Ci parleremo”. Ha descritto un sistema carcerario in crisi, evidenziando l’alto numero di suicidi tra i detenuti. “Ho visto cose incredibili, il sistema non funziona – ha affermato Alemanno – c’è perfino chi chiede il pizzo per fare la doccia”.
Nell’emergente scena politica, Alemanno ha annunciato di voler incontrare il generale Vannacci per discutere della situazione. “Lo incontrerò, ma non chiedo candidature”, ha chiarito, annunciando un incontro previsto per la sera stessa.
“Le distorsioni della giustizia finiscono tutte nel carcere. La sicurezza del cittadino va difesa anche correggendo queste distorsioni. La tolleranza zero deve essere contro i reati, non contro la dignità delle persone”, ha dichiarato Alemanno davanti al carcere.
Oltre alla critica al Governo Meloni, ha espresso preoccupazione per il sovraffollamento delle carceri, evidenziando l’assenza di progressi. “Non c’è un solo posto in più”, ha affermato l’ex sindaco, invitando a un dibattito sulle condizioni carcerarie.
Alemanno ha denunciato anche le problematiche legate agli immigrati nelle carceri, sostenendo che “negli altri where c’è il 36% di detenuti si formano i clan etnici”. Ha descritto una situazione allarmante, dove gli italiani sono costretti a pagare pizzo per le docce. “La soluzione è un’immigrazione finalizzata a far lavorare le persone e poi farle tornare a casa”, ha proposto mostrando una visione critico-riformista.
Gianni Alemanno, condannato per traffico d’influenze illecite e abuso d’ufficio nell’ambito della maxi-inchiesta ‘Mondo di mezzo’, si è trovato al centro di un’inchiesta che attraversa la storia della pubblica amministrazione e della criminalità organizzata a Roma dalla fine del 2014, quando il suo nome è stato iscritto nel registro degli indagati. La vicenda ha visto evoluzioni significative, con accuse riguardanti corruzione e, inizialmente, concorso esterno in associazione mafiosa, prima della chiusura di alcune imputazioni su richiesta della procura.