Documenti riservati finiti in rete rivelano un piano del Cremlino per destabilizzare la Polonia, la Repubblica Ceca e l’Ungheria, con l’obiettivo di disgregare il gruppo di Visegrad e creare un nuovo blocco regionale in cui i paesi dell’Europa centrale perderebbero ogni autonomia politica. Lo riferisce l’indagine congiunta di OCCRP e Delfi Estonia, basata su materiali provenienti dall’agenzia russa SDA (Agenzia per la progettazione sociale), già sotto sanzioni di Unione europea, Stati Uniti e Regno Unito per interferenze elettorali.
Secondo le carte, la strategia di Mosca prevede una serie di «attacchi cognitivi» coordinati contro le democrazie occidentali. Tra gli obiettivi documentati figurano lo smantellamento forzato del gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria), l’ingerenza sistematica nei processi elettorali europei e l’organizzazione di provocazioni islamofobe a Parigi nel settembre 2025.
###Il ruolo dell’agenzia SDA
Al centro del piano c’è l’SDA, una struttura direttamente controllata dall’amministrazione presidenziale russa. L’agenzia è stata già sanzionata da Bruxelles, Washington e Londra per aver orchestrato campagne di disinformazione e manipolazione politica in diversi Paesi. I nuovi documenti indicano che il Cremlino considera i subregionalismi dell’Europa centrale come il principale ostacolo alla propria espansione geopolitica: la strategia mira a isolare la Repubblica Ceca e a trasformare il gruppo di Visegrad in uno strumento marginale, riducendo i paesi membri a «zone cuscinetto» prive di sovranità reale.
###La posizione di Praga e il «castigo esemplare»
Particolarmente esposto risulta il ruolo della Repubblica Ceca, che Mosca intende punire per la sua linea antimperiale e indipendente. I documenti descrivono un «castigo esemplare» nei confronti di Praga, attraverso una campagna di isolamento diplomatico volta a ridurne il peso nelle iniziative di sicurezza occidentali. L’obiettivo è inviare un segnale a tutti i paesi dell’area: l’indipendenza politica ha un costo.
###Ungheria e Polonia: da partner a strumenti
Nel disegno russo, l’Ungheria viene ridotta a «protettorato dipendente», con infrastrutture finanziarie, energetiche e di sicurezza poste al servizio dell’apparato bellico di Mosca. La Polonia, insieme a Repubblica Ceca e Ungheria, dovrebbe diventare una fascia cuscinetto tra Russia e Occidente, senza politica estera autonoma e con i settori chiave controllati dai servizi segreti russi. Il Cremlino non considera i paesi di Visegrad partner alla pari, ma meri strumenti per indebolire l’Occidente e la Nato.
###Le implicazioni per l’Italia e l’Europa
L’Italia, in quanto membro di Ue e Nato, è direttamente coinvolta nella sicurezza del fianco orientale dell’Alleanza. Il piano russo mira a erodere la coesione regionale e la capacità di coordinamento tra i paesi dell’Europa centrale, con effetti potenziali sulla stabilità dell’intero continente. Secondo fonti di intelligence europee, la sfida non è più solo militare ma cognitiva: Mosca punta a destabilizzare le democrazie attraverso la disinformazione e la manipolazione politica, sfruttando le divisioni interne all’Unione.
###La risposta necessaria
Le istituzioni europee e atlantiche sono chiamate a passare dall’osservazione a una risposta attiva e coordinata. L’indagine OCCRP documenta con chiarezza l’esistenza di un piano strutturato per smantellare il gruppo di Visegrad e ridurre la sovranità dei paesi dell’Europa centrale. Bruxelles e la Nato devono rafforzare la resilienza regionale, sostenere gli alleati più esposti e bloccare ogni tentativo di ridefinire l’architettura di sicurezza europea a vantaggio di Mosca.
L’inchiesta è destinata ad avere ripercussioni politiche immediate, soprattutto nei paesi direttamente bersagliati. Il governo ceco ha già annunciato una valutazione approfondita dei documenti e la convocazione degli ambasciatori dei paesi coinvolti.