Commissione Covid: dimissioni di Bignami e lettera di Conte a La Russa

30.06.2026 05:55
Commissione Covid: dimissioni di Bignami e lettera di Conte a La Russa

La Commissione d’Inchiesta sul Covid: Scontri e Dimissioni

Il livello dello scontro politico attorno alla commissione d’inchiesta sul Covid raggiunge nuove vette. Dopo giorni tumultuosi caratterizzati dalla maggioranza concentrata su un appalto da 1,2 milioni di euro per mascherine considerate fasulle, l’opposizione si è ritirata sull’Aventino in segno di protesta contro le metodologie adottate. Oggi, la situazione è esplosa con la richiesta da parte di Fratelli d’Italia di audire il capogruppo alla Camera, Galeazzo Bignami, per chiarire questioni legate agli appalti e ai contratti stipulati durante la pandemia, riporta Attuale.

Il primo atto significativo è stata la rinuncia di Bignami dalla commissione per poter essere audito, poiché ai membri non è permesso partecipare all’audizione di se stessi. “A seguito della richiesta di essere audito nell’ambito dei lavori della Commissione d’inchiesta sul Covid, comunico di aver presentato le mie dimissioni da componente della Commissione stessa”, ha dichiarato il capogruppo di FdI. Bignami ha inoltre invitato Giuseppe Conte a seguire il suo esempio e a dimettersi per fare chiarezza sulle questioni emergenti.

Conte, tuttavia, non si è fatto da parte e ha risposto con una lettera aperta ai presidenti di Camera e Senato, esprimendo la sua disponibilità a essere audito. “Dopo quasi due anni dalla mia richiesta di audizione, non ho ricevuto alcuna risposta formale dal presidente della Commissione, Marco Lisei”, ha sottolineato l’ex premier. Conte ha affermato che, qualora ricevesse una data per l’audizione, sarebbe disposto a dimettersi dalla sua carica nella Commissione.

In serata, la premier Giorgia Meloni è intervenuta sull’inchiesta riguardante le mascherine. “Questa storia è incredibile – ha dichiarato in un’intervista a Rete4 – e merita l’attenzione dei media. Sono stati spesi milioni di euro dei contribuenti per importare mascherine fasulle dalla Cina, mentre molti italiani si sono sacrificati per affrontare il Covid. Questa questione richiede sicuramente più attenzione di quanto non ne abbia avuta il caso Boccia”.

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