Mounk: la Corte Suprema respinge la politica anti-immigrazione di Trump, amplificando il dissenso interno

01.07.2026 01:35
Mounk: la Corte Suprema respinge la politica anti-immigrazione di Trump, amplificando il dissenso interno

La Corte Suprema degli Stati Uniti respinge la proposta di Trump su ius soli

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha recentemente ribadito la sua posizione riguardo allo ius soli, confermando che non si procederà alla revoca della cittadinanza per coloro che sono nati nel Paese, una decisione che, come afferma il politologo Yascha Benjamin Mounk della Johns Hopkins University, potrebbe finire per avvantaggiare Donald Trump. Questa sentenza segna un importante rifiuto da parte della Corte di una misura impopolare, sollevando interrogativi sulla sua bontà politica, riporta Attuale.

Nonostante la Corte sia composta da sei giudici conservatori contro tre democratici, il verdetto rappresenta una significativa sconfitta per Trump su un tema fondamentale come la cittadinanza. Mounk, esperto dell’impatto del populismo negli Stati Uniti, ha sottolineato che le decisioni della Corte negli ultimi diciotto mesi sono state spesso contrarie alle aspettative di sostegno incondizionato verso Trump, con i giudici che hanno favorito un’interpretazione giuridica più tradizionale.

Mounk ha dichiarato: «Negli ultimi anni, la Corte ha preso decisioni prevedibili in molti casi. In Europa e in Italia prevale l’idea che, essendo la maggioranza dei giudici di orientamento conservatore, questi seguano sempre la linea di Trump. Ma non è affatto così. Infatti, nelle questioni più rilevanti, la Corte ha spesso dato torto al presidente, dai dazi alla cittadinanza». Questo porta a riflessioni sulle dinamiche interne della giurisprudenza americana, dove i giudici conservatori seguono le tradizioni stabilite, come quelle della Federalist Society, piuttosto che rispondere automaticamente agli impulsi politici del presidente.

La divisione tra i giudici nominati da Trump, con due di loro che si sono opposti all’abolizione dello ius soli, ha rivelato una mancanza di coesione all’interno del blocco conservatore. «La Corte non ha mostrato un supporto incondizionato per Trump; piuttosto, le decisioni recenti sono state caratterizzate da un’interpretazione cauta e spesso indipendente», ha aggiunto Mounk.

La decisione della Corte ha implicazioni politiche profonde. Mounk ha osservato: «La politica sull’immigrazione di Trump è impopolare. Sebbene vi sia stato malcontento nei confronti di Joe Biden, molti americani, compresi quelli di origine latinoamericana, non gradiscono né la retorica aggressiva né le politiche di enforcement dell’immigrazione come quelle promosse da Trump». La Corte, quindi, nell’affossare l’idea di revoca della cittadinanza, ha probabilmente salvato Trump da ulteriori perdite di consenso.

In risposta alla sentenza, Trump è prevedibilmente pronto a intensificare gli attacchi contro la Corte Suprema, aggravando così le già crescenti tensioni politiche. La Corte si trova al centro di un assalto in due direzioni: da un lato, ci sono richieste di allargare la sua composizione per favorire una maggioranza progressista, e dall’altro, il movimento Maga spinge per riaffermare la legittimità della Corte e nominare giudici più allineati con le loro posizioni. Mounk conclude: «La Corte dovrà prepararsi a una fase di intensa pressione».

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