M5S, il conflitto sul simbolo: il parere legale su Grillo e Conte

07.07.2026 07:05
M5S, il conflitto sul simbolo: il parere legale su Grillo e Conte

Contenzioso tra Grillo e Conte sul simbolo del Movimento 5 Stelle, l’analisi di Lorenzo Borrè

Il legale Lorenzo Borrè, che ha rappresentato il Movimento 5 Stelle in questioni legali legate al suo simbolo, chiarisce il controverso conflitto tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte. La disputa ruota attorno alla possibilità di inibire al M5S, sotto la presidenza di Conte, l’uso del nome e del contrassegno, riporta Attuale.

Il percorso evolutivo del Movimento 5 Stelle risale al 2009, quando Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio fondarono il movimento, attribuendo al comico il diritto esclusivo di utilizzo del contrassegno. Nel dicembre 2012, Grillo trasferì questi diritti a una miniassociazione di sole tre persone, anch’essa chiamata Movimento 5 Stelle, stabilendo che fosse la titolare del simbolo utilizzato anche dall’associazione originale. Tale situazione è stata ulteriormente confermata nel 2017, quando è stata fondata una terza associazione da Luigi Di Maio e Davide Casaleggio, ora presieduta da Conte.

Secondo il regolamento del 2017, il simbolo e il nome del Movimento sarebbero legittimamente attribuiti all’associazione genovese del 2012, che avrebbe concesso il simbolo in prestito al M5S tramite il nuovo ente. Nonostante una modifica statutaria nel 2022, questa non ha privato l’associazione del 2012 dei diritti sul contrassegno. La Corte d’appello di Genova, nel 2021, ha stabilito che Grillo rimane l’esclusivo titolare dei diritti sul contrassegno e sul nome Movimento 5 Stelle.

In questo frangente, si pone la domanda se gli iscritti e i dirigenti abbiano diritto di rivendicare il simbolo per cui hanno militato, o se la questione sia circoscritta esclusivamente alle associazioni citate. Borrè sottolinea che il contenzioso riguarda specificamente Grillo, l’associazione M5S del 2012 e quella del 2017, richiamando l’attenzione su una sentenza già emessa.

Riflettendo sull’importanza politica della contesa, Borrè indica che il Tribunale di Roma dovrà interpretare il giudicato della Corte d’appello di Genova e stabilire la rilevanza di ulteriori criteri interpretativi relativi alla titolarità del simbolo, evidenziando un contratto stipulato tra M5S e Grillo. Secondo il legale, tale contratto prevede una malleva per le spese legali e implica un riconoscimento del diritto di Grillo sul simbolo, suggerendo che il Movimento abbia, di fatto, accettato la priorità dei diritti di Grillo.

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