Violenza sul Lungomare di San Benedetto del Tronto: Aggresso un Senzatetto da Parte di un Sedicente Imprenditore
Un grave episodio di violenza si è verificato sabato sera lungo il lungomare di San Benedetto del Tronto, dove un senzatetto iracheno è stato aggredito da Giuseppe Barboni, un auto-proclamato imprenditore e lottatore esperto. Barboni ha colpito la vittima con una mossa di lotta greco-romana, successivamente infierendo con diversi pugni e scaraventandolo sul marciapiede, il tutto mentre il senzatetto bloccava il traffico in segno di protesta contro lo sgombero del suo accampamento. Il 38enne, sostenitore di Roberto Vannacci e iscritto a Futuro Nazionale, ha poi condiviso le immagini dell’aggressione sui social, contribuendo a renderle virali, riporta Attuale.
Le immagini dell’aggressione hanno suscitato una forte reazione online, dividendo gli utenti tra chi condanna il gesto e chi considera Barboni una sorta di ‘eroe’ dei social media. La Procura di Ascoli Piceno ha avviato un’indagine sull’episodio, mentre il sindaco di San Benedetto del Tronto, Nicola Mozzoni, insieme alla Cgil di Ascoli Piceno, ha definito le riprese “intollerabili”. La Cgil ha dichiarato: “Farsi giustizia da soli non è mai una soluzione accettabile. Nessuno può sostituirsi allo stato di diritto”.
Barboni è un personaggio controverso, noto per la sua ricerca costante di visibilità, con un profilo pubblico caratterizzato da esagerazioni, come la millanteria di lauree e aziende di lusso inesistenti. Ospite fisso del programma La Zanzara, si presenta con una fascia tricolore, pur non essendo mai riuscito a candidarsi. Negli ultimi mesi ha abbracciato lo slogan della “Tolleranza zero”, tentando di accattivarsi le simpatie di Vannacci per un possibile rilancio politico.
L’episodio di San Benedetto si inserisce in un dibattito più ampio e controverso sulla sicurezza, toccando temi cari all’ex generale, inclusi i gruppi di vigilanza autogestiti, che sono già stati adottati dai sostenitori di Vannacci in varie città italiane. Recenti fatti a Firenze, dove volontari di Futuro Nazionale hanno pattugliato la tramvia, hanno riacceso le polemiche su questa tematica, emerse già nei mesi precedenti.
La situazione per Vannacci, tuttavia, non è delle migliori. Recentemente, il leader di Futuro Nazionale ha affrontato critiche durante un dibattito televisivo su La7, dove ha citato Antonio Gramsci per sostenere una discutibile “idea gramsciana”. Il conduttore, Luca Telese, ha prontamente corretto Vannacci, rivelando la storicità della figura di Gramsci e il contesto in cui visse, generando una reazione imbarazzata da parte del politico.
Infine, il partito sta affrontando difficoltà interne, con oltre 600 tesserati che hanno abbandonato Futuro Nazionale in Calabria, contestando la nomina del deputato Domenico Furgiuele a coordinatore regionale. Questo episodio è particolarmente significativo poiché la città calabrese è stata la prima a vedere emergere il fenomeno vannacciano. Gli ex militanti hanno espresso la loro profonda amarezza, denunciando le scelte imposte dai vertici nazionali e l’abbandono dei principi che avevano guidato il movimento.