La possibile candidatura di Mario Roggero alle elezioni politiche
Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante una rapina il 28 aprile 2021, è tornato a circolare come potenziale candidato alle prossime elezioni Politiche. La Lega, attraverso una nota ufficiale, ha comunicato che esaminerà l’ipotesi della sua candidatura “nel pieno rispetto della legge e qualora ne ricorrano i presupposti normativi”, ma questo non ha suscitato un grande entusiasmo nel centrodestra. La sua reazione a tali speculazioni? Una risata mentre varcava i cancelli del carcere milanese di Bollate, esclamando: “Adesso l’ultima cosa è candidarmi”, riporta Attuale.
Reazioni e prospettive politiche
Il conduttore Giuseppe Cruciani, che ha fatto appello ai partiti per candidare Roggero, ha evocato il precedente di Ilaria Salis, candidata nel 2024 per evitare la sua detenzione in Ungheria. Cruciani ha affermato sui social: “Ora le strade sono: grazia per Roggero, o qualche partito candidi Roggero alle prossime elezioni”. Al contrario, Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, ha escluso la candidatura mentre ha chiesto un “atto di clemenza” per Roggero. Matteo Salvini ha mostrato apertura verso l’idea di candidarlo, e potrebbe discuterne durante una visita al carcere di Bollate.
Il vincolo della pena accessoria
Secondo la legislazione vigente, Roggero non può candidarsi a causa della pena accessoria che scatta per condanne superiori ai cinque anni: l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. A differenza di Salis, il quale si trovava solo in detenzione preventiva, Roggero ha ricevuto una sentenza definitiva dalla Cassazione. Pertanto, la Lega e gli altri partiti non hanno alternative se non quella di cercare una grazia presidenziale. Forza Italia ha già avviato una raccolta firme a supporto.
Antonio Tajani ha definito Roggero come “un uomo che ha sbagliato perché era sotto pressione e ha subito violenza per anni”.
Procedura di grazia e polemiche politiche
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha aperto un’istruttoria per la grazia senza una richiesta formale, un’azione che ha portato il presidente Sergio Mattarella a convocarlo, sottolineando le prerogative del Quirinale. Nordio ha negato ogni conflitto con il capo dello Stato, affermando di rispettarlo pienamente. Il 17 luglio, la richiesta di grazia è stata protocollata dalla moglie di Roggero.
Con l’istruttoria ancora in fase preliminare, il ministero ha chiarito che non sono stati ancora compiuti atti ufficiali. Seppur ci siano indiscrezioni favorevoli a una riduzione parziale della pena, vi è una certa cautela nell’intraprendere ulteriori passi senza il responso delle motivazioni della sentenza della Cassazione.
Le basi normative della procedura di grazia
Il sostegno alla posizione di Nordio proviene da testate come Il Giornale e Libero, che evidenziano la legittimità della sua azione. Essi citano una circolare del 2021 che conferisce al ministro la facoltà di avviare procedimenti di grazia in via autonoma. In un precedente del 2007, il ministro Clemente Mastella propose la grazia per ex terroristi senza che vi fosse stata una richiesta formale.
Per ora, i magistrati di sorveglianza sono incaricati di raccogliere documentazione su Roggero, mentre la decisione finale rimane nelle mani del presidente della Repubblica. Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, ha sottolineato l’importanza di seguire l’iter stabilito per la grazia.