Giorgia Meloni ha commentato il caso di Mario Roggero durante un’intervista con il Corriere della Sera, esprimendo dubbi sulla proporzionalità della pena inflitta al gioielliere condannato per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo. La premier ha sottolineato l’importanza di considerare non solo il risarcimento danni a cui Roggero è stato condannato, ma anche le circostanze in cui si è verificato l’omicidio. Meloni ha chiesto: «Siamo sicuri che in quel momento fosse capace di intendere?», riporta Attuale.
La disperazione delle vittime di rapine, lo stress e il trauma
Meloni ha richiesto «maggiore considerazione» per la vicenda di Roggero, evidenziando che eventi simili si verificano frequentemente in Italia. La premier ha ricordato che Roggero era già stato vittima di una rapina nel 2015, evento che, secondo lei, può aver riattivato il trauma durante la seconda aggressione. La pressione psicologica della minaccia alla moglie di Roggero, puntata con una pistola, è un aspetto cruciale del caso, lasciando in dubbio la sua capacità di mantenere il sangue freddo.
Perché per Meloni non si può stabilire quando cessa il pericolo
Nel suo ragionamento, Meloni ha messo in guardia contro la tentazione di distinguere nettamente tra il momento in cui la minaccia era attiva e quando questa era cessata. Ha citato la reazione fisiologica che scatta durante un’aggressione, in cui l’adrenalina altera sensi e lucidità, un meccanismo comune anche tra i professionisti della sicurezza. Ha suggerito che Roggero potrebbe aver continuato a percepire il rischio anche dopo l’uscita dei rapinatori dal negozio.
La pena è sproporzionata? Il confronto di Meloni con altri reati
Meloni ha sollevato interrogativi sulla proporzionalità della pena, evidenziando che alcuni reati gravi, come la pedofilia, ricevono pene più leni. Ha rivelato di aver incoraggiato il ministro Carlo Nordio a considerare un’impostazione di grazia per Roggero, sottolineando che la decisione finale spetta al Quirinale. Ha anche proposto di escludere il risarcimento civile per chi subisce danni mentre commette un reato, per evitare una duplice condanna.
L’appello della moglie di Mario Roggero a Mattarella
Mariangela Sandrone, moglie di Roggero, ha rivolto un appello diretto al presidente Mattarella, chiedendo di considerare l’età del marito, 72 anni, e i traumi subiti. Ha sollecitato un atto di «clemenza e umanità» per permettere a Roggero di vivere gli ultimi anni in famiglia, dopo il suo ingresso nel carcere di Bollate per scontare una pena di 14 anni e 9 mesi.
Come la famiglia Roggero racconta l’uomo dietro il processo
Il racconto di Mariangela riflette l’immagine di un marito non come «giustiziere», ma come un uomo profondamente segnato dal trauma. «Non è il giustiziere che alcuni descrivono, ma un uomo legato alla famiglia», spiega, sottolineando l’importanza di considerare il «dramma umano» dietro la vicenda, in linea con le richieste della premier.