La tensione sale alla Camera: la Giunta per le autorizzazioni bloccata dai deputati del centrosinistra
La crisi esplode alla Camera dei Deputati, con sei deputati del centrosinistra che hanno bloccato l’ufficio per ore dopo il rifiuto del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, di permettere l’accesso ai documenti della Procura di Roma. Le indiscrezioni suggeriscono che le nuove rivelazioni legate al caso Delmastro-Caroccia abbiano aggravato la situazione, riporta Attuale.
Oggi, il presidente della Giunta per le autorizzazioni, Devis Dori, si è presentato con altri cinque deputati per visionare il materiale allegato alla nuova lettera del procuratore capo, Francesco Lo Voi. Questa lettera ha già causato un rinvio nella decisione dell’Assemblea. Tuttavia, al diniego degli uffici, il gruppo ha deciso di rimanere in attesa di un atto scritto di Fontana, bloccando ulteriormente il processo.
Dori ha dichiarato: «Siamo all’interno degli uffici dove intendevamo accedere alla documentazione relativa al caso Delmastro, ma gli uffici hanno ricevuto indicazioni da parte della presidenza della Camera di non essere collaborativi». Il presidente ha scritto a Fontana per richiedere formalmente una lettera che confermi il divieto di accesso, promettendo che sarebbero rimasti in Giunta fino a ricevere una risposta chiara. Insieme a Dori, si sono uniti anche Federico Gianassi e Matteo Orfini del Partito Democratico, e altri membri del Movimento 5 Stelle.
Dopo circa due ore, i deputati del centrosinistra hanno deciso di lasciare la giunta, emettendo una nota che riconosce la decisione di Fontana e il rifiuto scritto ricevuto.
Rinvio del voto e polemiche crescenti
La controversia nasce dopo che il voto, previsto per oggi sull’approvazione della richiesta della Procura di acquisire le comunicazioni tra Delmastro e Caroccia, è stato rinviato a seguito di una nuova lettera di Lo Voi. Il procuratore aveva sottolineato la necessità di esaminare il contenuto del telefono per garantire la veridicità e l’integrità delle prove presentate.
La sospensione del voto, contestata da Forza Italia e dal suo capogruppo Enrico Costa, ha sollevato preoccupazioni riguardo a una possibile violazione delle procedure parlamentari e il rischio di creare un precedente pericoloso nel rapporto tra Camera e Procura.
Nella giornata, Dori ha autorizzato tutti i membri della Giunta per le autorizzazioni a consultare i documenti, proponendo misure di riservatezza per evitare la divulgazione delle informazioni. Il presidente ha ribadito che «mai la Giunta ha limitato l’accesso a se stessa», richiamando precedenti parlamentari per sostenere la propria posizione.
Richiesta di chiarimenti e tensione politica
Di fronte alla contestazione, la maggioranza di centrodestra ha chiesto a Fontana di sottoporre la questione alla Giunta per il Regolamento, che si riunirà lunedì per decidere sull’accesso ai documenti. Nel frattempo, Fontana ha bloccato l’accesso, ma Dori ha contestato la legittimità di una semplice indicazione verbale in sostituzione di una decisione formale.
I rappresentanti del PD, tra cui Gianassi e Orfini, hanno condannato l’operato di Fontana, dichiarando che puoi affrontare una grave lesione delle prerogative parlamentari e riservandosi il diritto di agire per tutelare l’autonomia dell’istituzione, messa in discussione dalle recenti decisioni.