Il diciannovesimo anniversario della morte di Chiara Poggi tra memoria e nuove indagini
Il 13 agosto 2026 segna il diciannovesimo anniversario della morte di Chiara Poggi, assassinata a Garlasco nel 2007. I genitori, Rita Preda e Giuseppe Poggi, esprimono il desiderio di ricordare la figlia in modo discreto, chiedendo di rispettare il loro silenzio, riporta Attuale.
Domani, alle 18, si celebrerà una messa in suffragio nella chiesa parrocchiale, luogo dove si è tenuto anche il funerale. Per la famiglia, questa cerimonia rappresenta un momento di raccoglimento e commemorazione, nonostante l’attenzione mediatica che continua a circondare il caso di Garlasco, intensificata dalla riapertura delle indagini da parte della Procura di Pavia nel marzo scorso.
La controversa vicenda ha segnato profondamente la vita dei familiari di Chiara, sottoposti costantemente a una pressione mediatica che ha reso difficile trovare pace. La loro vita ha subito un’interruzione definitiva dall’omicidio della figlia, con i processi e le indagini che non sembrano avere mai fine. Alberto Stasi, già condannato nel 2015, è stato riaccolto nel dibattito pubblico a causa dell’apertura di un nuovo filone investigativo, questa volta riguardante Andrea Sempio, le cui indagini erano state archiviate nel 2017 e nel 2020.
Attualmente, l’inchiesta sulla figura di Sempio continua, con scadenze importanti fissate per il 28 settembre. Recentemente, è stata notificata la conclusione delle indagini, avviando nuove analisi, tra cui consulenze psichiatriche e verifiche su tracce genetiche, la cui interpretazione è contestata dalla difesa di Sempio. Questa lenta evoluzione del caso si traduce in un continuo tormento per i genitori, che si sentono ingabbiati in un circo mediatico che trascura la gravità della loro perdita.
Rita e Giuseppe, attraverso i loro legali, hanno ripetutamente affermato di non voler ostacolare le indagini, ma di credere fermamente nella colpevolezza di Stasi, la quale si basa su una sentenza definitiva. Loro silenzio, ricco di significato e sofferenza, predomina su qualsiasi dichiarazione pubblica, evidenziando il profondo dolore di una perdita incommensurabile.