Emergenza Energetica: Prezzi di Petrolio e Gas in Ascesa Mentre L’Italia Cerca Soluzioni
Il prezzo del petrolio ha raggiunto i 107 dollari al barile, mentre il gas ha superato gli 82 euro, scuotendo i mercati e i bilanci delle famiglie italiane. Milano ha visto un calo dell’1,6%, mentre i rendimenti dei titoli di Stato sono aumentati. La scadenza per il termine dello sconto sul gasolio è fissata per giovedì 17 settembre. Il governo sta puntando a sostituire gli interventi generalizzati con aiuti mirati, ma rimangono da definire bonus, destinatari e modalità di copertura, riporta Attuale.
LA CRISI DELLE ROTTE
Un attacco ai droni che ha colpito l’oleodotto saudita East-West ha ulteriormente ristretto le alternative al transito nello stretto di Hormuz. Questa infrastruttura, in grado di trasportare fino a sette milioni di barili al giorno verso il Mar Rosso, rimarrà in gran parte inutilizzabile per diverse settimane, limitando le possibilità di deviazione. Il prezzo del Brent si è attestato a 107 dollari, mentre il WTI si trova a 102 dollari. Il gas europeo TTF ha raggiunto i 82,17 euro per megawattora, con un incremento del 3,33%.
BORSE GIÙ
La paura per l’inflazione si unisce a una flessione delle azioni tecnologiche, amplificata dagli avvertimenti sui rischi dell’intelligenza artificiale. Piazza Affari si posiziona come la peggiore in Europa, con il Treasury decennale americano che tocca il 5%, il Bund tedesco il 3,5% e il BTP il 4,38%. L’aumento dei costi energetici complica le discussioni della Fed previste per il 16 settembre, aumentando la possibilità di un rialzo dei tassi. Le famiglie, le imprese e lo Stato si trovano ad affrontare un doppio rischio: il caro energia e il peggioramento dei costi di finanziamento.
L’ALTRO RISCHIO
Secondo il MIMIT, il prezzo medio della benzina self-service è di 2,107 euro al litro, mentre il gasolio è a 2,216 euro; sulle autostrade, i prezzi salgono a 2,198 e 2,293 euro. Il decreto mantiene fino al 17 settembre l’abbattimento di 14 centesimi delle accise sul diesel, portando la riduzione a circa 17 centesimi considerando l’IVA. Senza un rinnovo, il 18 settembre tornerebbe l’aliquota ordinaria, con un costo aggiuntivo di circa 8,50 euro su un pieno da 50 litri. L’ultima settimana di sconto costerà 86 milioni, dopo oltre due miliardi già spesi da marzo. La premier Meloni ha annunciato nuovi provvedimenti, mentre si discute la possibilità di un’ulteriore proroga per evitare un’interruzione degli aiuti.
BONUS E BUONI: LE IPOTESI
Una delle opzioni considerate è un contributo una tantum di 100 euro per le fasce più vulnerabili, ma si tratta solo di un’ipotesi e non di un bonus ufficiale; criteri, beneficiari e modalità devono ancora essere stabiliti. Tra le possibilità c’è la carta “Dedicata a te”, da integrare con un supporto ai carburanti per le famiglie a basso reddito. Un’altra opzione prevede buoni carburante aziendali, accompagnati da agevolazioni fiscali per i benefici riconosciuti ai dipendenti. Inoltre, è oggetto di discussione un sostegno agli autonomi, sollecitato dalla Lega. La scelta dello strumento è cruciale: un aiuto erogato tramite il datore di lavoro non raggiunge automaticamente pensionati, disoccupati e coloro che non ricevono benefici aziendali. Per le categorie produttive, il riferimento sono i crediti d’imposta. Nel settore dell’autotrasporto, un’iniziativa è già attiva: il decreto del 10 settembre ha esteso il supporto straordinario agli acquisti di settembre, disponendo un ulteriore investimento di 16 milioni, separato dallo sconto alla pompa previsto per il 17.
LE PAROLE DI GIORGETTI
La risposta strutturale al problema energetico segue un altro percorso. L’Italia ha richiesto approvazioni per circa 14 miliardi di flessibilità per l’energia nel triennio: si tratta di margini per maggiore spesa, non di trasferimenti gratuiti da Bruxelles. Questi fondi saranno destinati a investimenti per famiglie, imprese, reti, accumuli e produzione. Tuttavia, non potranno finanziare tagli delle accise o sussidi generalizzati sui carburanti. “Osserveremo con attenzione ogni euro speso”, ha dichiarato Giorgetti, impegnandosi a mantenere il percorso di risanamento. Il problema immediato è quindi trovare coperture nazionali e decidere chi proteggere a partire dal 18 settembre. Gli investimenti sono necessari per ridurre la dipendenza energetica nel tempo; i nuovi aiuti dovranno garantire che, nel frattempo, il peso dell’aumento dei costi energetici non ricada principalmente su chi si trova in condizioni di maggiore vulnerabilità.
Ma che cavolo sta succedendo? I prezzi del petrolio e del gas sono fuori controllo, e noi che già facevamo fatica a tirare avanti! Non si può sempre tornare a mettere mano nel portafoglio delle famiglie… A questo punto, una soluzione vera e efficace deve arrivare, altrimenti l’inverno sarà gelido non solo per il freddo!