Valls: “Il nuovo antisemitismo in Italia tra sinistra e guerra in Gaza”

15.09.2026 09:55
Valls: "Il nuovo antisemitismo in Italia tra sinistra e guerra in Gaza"

Il nuovo antisemitismo e le sue radici in Europa

Manuel Valls, ex primo ministro francese, ha messo in evidenza la crescente preoccupazione riguardo al nuovo antisemitismo in Europa, notando che in Italia questo tema ha un’importanza particolare. Valls, intervistato in vista del suo dialogo con la giornalista Nora Bussigny a Pordenonelegge, ha affermato che l’antisionismo odierno è giunto a sfociare in forme di antisemitismo, un fenomeno che affonda le sue radici nei conflitti mediorientali e nelle dinamiche socio-politiche europee, riporta Attuale.

Secondo Valls, le origini di questo fenomeno si trovano nella Guerra dei Sei Giorni del 1967, quando Israele ha cominciato a essere visto non più come una vittima, ma come una potenza militare. In quell’occasione, il filosofo Vladimir Jankélévitch affermò che l’antisionismo si traduceva in un antisemitismo moralmente accettabile. La caduta del Muro di Berlino ha ulteriormente complicato la situazione, poiché ha portato la sinistra a cercare un nuovo proletariato tra gli immigrati musulmani e africani, dando una nuova dimensione alla questione palestinese.

Il conflitto di Gaza, intensificato dal tragico evento del 7 ottobre, ha amplificato le reazioni contro Israele. Valls ha sottolineato che critiche legittime al governo israeliano si sono trasformate in discorsi che negano l’esistenza stessa dello Stato, un’evoluzione che ha preso piede particolarmente nelle sinistre europee.

Nell’analizzare il contesto italiano, Valls ha notato che dopo la Seconda guerra mondiale, si è sviluppata una cultura anti-americana, alimentata da movimenti come il PCI e un’estrema sinistra radicale. Questa cultura si è evoluta in un “palestinismo ideologico”, dove Israele è simbolo di tutti i mali dell’Occidente. In questo scenario, la causa palestinese è diventata un rifugio per minoranze anti-capitaliste, anti-americane e anti-destra.

Valls ha anche affrontato il tema dell’estrema destra europea, osservando come, mentre alcune formazioni politiche si sono spostate verso una posizione pro-Israele, ciò potrebbe essere dovuto a calcoli opportunistici nell’ambito di un conflitto con l’Islam radicale. La situazione in Italia, riguardo all’influenza russa sui gruppi di estrema destra, resta ambigua, anche se Valls ha evidenziato che il sostegno russo per tali movimenti è evidente.

Per contrastare queste dinamiche, Valls ha espresso la necessità di un forte impegno da parte dell’Unione Europea nel sostenere l’Ucraina e ripristinare una visione collettiva di solidarietà tra i democratici. Affrontando le inquietudini attuali in Francia, ha dichiarato che la soluzione alla crisi politica risiede nella creazione di un’unità tra le varie correnti politiche contro il populismo di destra, prospettando che una coalizione robusta potrebbe cambiare le sorti politiche.

In conclusione, Valls ha condiviso il ricordo degli anni da premier, sottolineando come la Francia abbia affrontato il terrorismo con determinazione, mantenendo la sfida della libertà e della laicità, e distinguendo tra l’islamismo e i seguaci musulmani.

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