Meloni sul velo: «A scuola si va a viso aperto» e critica le opposizioni su immigrazione e tasse

24.09.2026 21:45
Meloni sul velo: «A scuola si va a viso aperto» e critica le opposizioni su immigrazione e tasse

La premier Giorgia Meloni, intervenuta alla festa de Il Tempo dopo il Consiglio dei ministri, ha annunciato che il suo governo si impegnerà a ridurre le tasse, contrariamente alla sinistra che, secondo lei, punta a introdurre una patrimoniale. Meloni ha denunciato anche le «palesi resistenze» in materia di immigrazione e ha ringraziato il partito Azione per il supporto alla legge sul nucleare, riporta Attuale.

Meloni: «Loro propongono patrimoniali, noi togliamo le tasse»

La premier ha rivolto critiche mirate all’opposizione, affermando di non essere sorpresa dalle reazioni avverse alla sua politica fiscale. Ha chiarito che non appoggia l’idea di aumentare le tasse sulla proprietà e ha recentemente introdotto un taglio del bollo auto per il 2027. Meloni ha accusato la sinistra di voler «mettere le mani nelle tasche dei cittadini» per finanziare provvedimenti inefficaci come il Superbonus.

Guardando al futuro, Meloni ha anticipato la prossima legge di bilancio, affermando che continueranno a tagliare le tasse, prestando particolare attenzione al ceto medio, che considera il motore del paese. Tuttavia, ha riconosciuto che ci sono limitazioni legate alle risorse disponibili e al contesto economico globale non favorevole.

«A scuola si va a viso aperto»

La premier ha difeso il decreto Scuola, che include il limite del 30% per gli studenti non italofoni nelle classi e il divieto di burqa e niqab negli istituti. «A scuola si va a viso aperto», ha affermato, specificando che il provvedimento si applica solo ai veli che coprono il volto. Ha anche sottolineato che l’integrazione degli studenti stranieri è fondamentale e che le classi devono essere organizzate in modo equilibrato per supportare tutti gli alunni.

Migranti, l’attacco: «Tentativi di boicottaggio»

Meloni ha alzato il tono riguardo la questione migratoria, dichiarando che «l’Italia non è più il campo profughi d’Europa». Ha accusato le opposizioni di aver ostacolato i progetti del governo sui rimpatri e ha affermato che i risultati sarebbero stati migliori se ci fosse stata una collaborazione più sincera tra le diverse parti dello Stato. Ha poi elogiato il protocollo con l’Albania, considerato un modello dall’Unione Europea per il rimpatrio degli immigrati in base a standard internazionali.

Il grazie a Calenda sul nucleare

Dopo il via libera del Senato alla legge delega sul nucleare sostenibile, Meloni ha ringraziato il partito Azione e il suo leader Carlo Calenda per il supporto ricevuto. Ha sottolineato che il ritorno del nucleare potrebbe ridurre la dipendenza energetica dell’Italia e garantire un’energia stabile e a basse emissioni. Meloni ha esaltato questa collaborazione come un esempio dell’impegno di alcuni politici verso questioni strategiche, oltrepassando le divisioni politiche.

La sfida al centrosinistra sul candidato premier

Alla fine, Meloni ha affrontato la questione delle future elezioni politiche, sottolineando l’importanza di avere un candidato premier vero a sinistra. Ha parlato della nuova legge elettorale, approvata in seconda lettura, sostenendo che se verrà definitivamente approvata, gli elettori avranno l’opportunità di scegliere liberamente il loro rappresentante. Ha ribadito che la legge segna la fine delle politiche di palazzo, permettendo ai cittadini di avere un ruolo decisivo nella governance del paese.

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