Candidature aperte per il Csm: Zanon e Zanettin in pole, il ruolo di Schifani e le manovre di Renzi

25.09.2026 15:05
Candidature aperte per il Csm: Zanon e Zanettin in pole, il ruolo di Schifani e le manovre di Renzi

Parlamento apre candidature per il nuovo Csm, si prepara il voto

Aperte solo da un giorno, le candidature per i dieci membri laici del prossimo Consiglio superiore della magistratura hanno già scatenato un acceso dibattito. Il Parlamento inizierà a votare il 28 ottobre, mentre i partiti stanno già discutendo le quote e la contesa per la futura vicepresidenza. C’è tempo per presentarsi fino alle 10 del 23 ottobre, con requisiti che includono quindici anni di «esercizio effettivo» della professione legale oppure la qualifica di professore ordinario in materie giuridiche, riporta Attuale.

Derby Zanettin-Zanon per la vicepresidenza

Nel centrodestra, Forza Italia punta su Pierantonio Zanettin, attuale capogruppo in commissione Giustizia, già presente a Palazzo Bachelet dal 2014 al 2018. Potrebbe eventualmente concorrere per la vicepresidenza.

Tuttavia, FdI non intende lasciare a Forza Italia il controllo della vicepresidenza. Nicolò Zanon, professore di Diritto costituzionale alla Statale di Milano e già consigliere del Csm, è uno dei profili valutati. Il suo nome è emerso anche in relazione al referendum sulla giustizia, di cui ha guidato la campagna per la revisione costituzionale, poi bocciata alle urne.

È importante notare che, sebbene i deputati e i senatori eleggano i dieci membri laici, è il nuovo plenum del Csm che successivamente sceglie chi affiancare al presidente della Repubblica. Dunque, la maggioranza necessaria dovrà essere costruita in un secondo momento, come stabilito dall’articolo 104 della Costituzione.

Mulè e l’incognita Schifani in Sicilia

Nell’ambito di Forza Italia, ritorna il nome di Renato Schifani, presidente della Regione siciliana. Tale candidatura non è nuova, e già a luglio si parlava di questa possibilità come soluzione per la successione in Sicilia. Tuttavia, la legge stabilisce che i membri rimangano in carica per quattro anni. Pertanto, il nuovo Consiglio dovrà subentrare all’inizio del 2027, il che crea delle difficoltà per Schifani, che non potrebbe attendere la fine della legislatura siciliana.

Tuttavia, potrebbe essere eletto dal Parlamento prima di lasciare il suo incarico attuale, come già accaduto con David Ermini, eletto membro laico nel luglio 2018 mentre era ancora deputato. Un’eventuale partenza anticipata di Schifani riaprirebbe la questione siciliana, con Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera, già disponibile a farsi avanti.

Il caso Boschi: la smentita e l’incontro di Renzi

Riguardo alle opposizioni, emerge la questione di Maria Elena Boschi. La capogruppo di Italia Viva ha smentito le voci secondo cui si fosse proposta per un ruolo al Csm, affermando: «Non ho mai pensato o chiesto di diventare vicepresidente», aggiungendo di non avere i requisiti di anzianità professionale richiesti.

Tuttavia, la strada non è totalmente sbarrata, poiché secondo fonti autorevoli, Matteo Renzi avrebbe incontrato alcuni togati in vista della candidatura di Boschi. Nonostante gli ostacoli, si discute della nuova legge elettorale e delle possibili configurazioni politiche da considerare.

I nomi del Pd e la carta Grosso dopo il referendum

Nel Pd, due nomi sono emersi nel toto-Csm: Alfredo Bazoli e Anna Rossomando. Circola anche il nome di Enrico Grosso, professore di Diritto costituzionale, la cui candidatura avrebbe anche un valore simbolico dopo il referendum. Grosso ha infatti supportato il fronte opposto rispetto a Zanon e potrebbe sedere nello stesso Csm dopo essersi confrontati nella battaglia sulla riforma giudiziaria.

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