La cultura giovanile tra trap, TikTok e Gta: come si formano le proteste a Milano?

20.10.2026 17:36
La cultura giovanile tra trap, TikTok e Gta: come si formano le proteste a Milano?

Milano, 20 ottobre 2026 – Gli eventi violenti a Milano continuano a sollevare interrogativi sulla cultura giovanile, mentre il contestato binomio “trap e giovani senza regole”, ormai emerso nelle recenti manifestazioni, rappresenta più di una semplice ribellione. Diverse analisi e testi contemporanei stanno esplorando il complesso sfondo di questi episodi, evidenziando come la società contemporanea stia lottando contro un sistema percepito come oppressivo. Il riferimento alla guerra è evidente: “E che Milano è violenta, ma la guerra è contro il sistema/Ci voglion vedere a terra, per poi colpirci alla schiena”, afferma Shiva nella sua canzone Milano Shotta Freestyle, del 2024, riporta Attuale.

Contesto e motivazioni

Le manifestazioni, sfociate in gravosi incidenti come l’assalto a un supermercato di Milano il 18 ottobre 2026, hanno segnalato l’aumento della violenza giovanile. Gli eventi in via Torino hanno visto partecipanti di diverse età e background convergere in una protesta carica di tensione. Molti ragazzi, secondo il professor Enrico Galiano, esprimono la loro rabbia attraverso la musica rap, mentre l’assenza di punti di riferimento culturali e educativi contribuisce alla loro alienazione.

Riqualificazione culturale necessaria

“Tutta la parte culturale manca, non c’è, è stata tolta loro”, spiega Galiano, sottolineando come i giovani siano costantemente distratti e incapaci di connettersi con esperienze di vita reale. Il professore lamenta una generazione che fatica a prestare attenzione più a lungo e che trova difficoltà anche nel completare semplici attività, come guardare un film. L’utilizzo eccessivo di smartphone e la dipendenza da piattaforme social, come Telegram, alimentano questo distacco.

Le conseguenze delle politiche educative

Secondo l’opinione di Galiano, l’educazione ha un ruolo cruciale. Tuttavia, le scuole, soprattutto quelle che servono comunità svantaggiate, combattono quotidianamente il fallimento di un sistema che non riesce a comprendere e rispondere alle reali esigenze dei giovani. “Se guardiamo alla percentuale dei ragazzi che vanno a ingrossare la media della dispersione scolastica, si alza in modo impressionante nelle classi economiche più basse. Cosa vuol dire? Che sono tutti meno capaci? No, significa che quello che chiamiamo merito in realtà fa rima con privilegio”, afferma Galiano.

La ricerca di nuovi riferimenti

Le risorse educative sono drasticamente limitate, creando condizioni che alimentano un senso di impotenza. “Leggere un libro? È difficile, è faticoso, poco attraente”, sostiene Lidia Parisi, professoressa di sostegno presso l’istituto Galilei-Luxemburg. “Alcuni non sapevamo nemmeno perché fossero andati a manifestare”, aggiunge, evidenziando la mancanza di consapevolezza dei ragazzi riguardo ai motivi delle loro azioni.

Un imperativo per il coinvolgimento comunitario

Le istituzioni scolastiche stanno cercando di affrontare queste sfide attraverso nuove iniziative, come laboratori sui podcast, ma l’impatto è ancora limitato. È essenziale che la comunità si mobiliti per colmare questi vuoti ed affrontare le necessità culturali e di aggregazione dei giovani. “Abbiamo aperto una libreria di fumetti, sono interessati,” afferma Parisi, dimostrando che progetti giovanili possono attrarre i ragazzi e incoraggiarli a impegnarsi in attività costruttive.

Una critica alla generazione adulta

Le azioni dei giovani non possono essere limitate a semplici atti vandalici. “Molti sono di seconda generazione, persone che dovremmo già considerare italiani e invece subiscono una rappresentazione che dà il via a una profezia che si autoavvera,” avverte Sabrina Di Giacomo, collega di Galiano. La situazione attuale è una riflessione del fallimento delle generazioni precedenti, che hanno impartito valori materialistici e un’importanza eccessiva alla ricchezza piuttosto che all’empatia e alla comunità.

1 Comment

  1. Ma dai, che brutta situazione! I giovani sono persi, ma chi è responsabile? La musica trap non è la causa, è un sintomo! Sembra che le scuole non riescano a tenere il passo e la cultura è sempre più ignorata. La comunità deve muoversi, altrimenti si va verso un futuro buio…

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