Giovanissimi poliziotti si infiltravano nell’organizzazione giovanile Cambiare Rotta e nel partito di sinistra. E li sorvegliavano passo per passo, in ogni manifestazione: l’inchiesta di Fanpage, riporta Attuale.
Erano presenti in prima fila di fronte al Teatro dal Verme di Milano per contestare Carlo Calenda, all’università Bicocca per manifestare contro il ministro Tommaso Foti, e in piazza a Bologna con cartelli pro-Pal e contro la premier Giorgia Meloni. Cinque giovani, che si erano integri nella associazione giovanile Cambiare Rotta e nel movimento Potere al Popolo, erano in realtà agenti della «antiterrorismo». Questa situazione fa parte di una vera e propria operazione di infiltrazione per monitorare un partito dall’interno, come riportato da Fanpage.
Il percorso comune degli agenti e l’operazione in Potere al Popolo
Secondo il giornale online, i cinque agenti giovani, inizialmente identificato solo uno, sarebbero tutti parte del 223esimo corso allievi della Polizia dello Stato. Ognuno di loro ha poi intrapreso la propria strada: Milano, Bologna, Roma e la già nota Napoli, passando prima per una Questura e poi alla Direzione centrale della polizia di prevenzione dal dicembre 2024. Il trasferimento ufficiale, però, avveniva uno o due mesi dopo l’inizio dell’operazione di infiltrazione, iniziata dai ranghi più vulnerabili dell’organizzazione Cambiare Rotta.
I casi di Milano e Bologna: «Erano con noi quando denunciavamo il loro collega di Napoli»
Stando ad alcune testimonianze raccolte da Fanpage, i primi due agenti si sarebbero introdotti nell’organizzazione giovanile fingendosi studenti dell’Università Statale di Milano. Si presentavano come fuorisede, interessati al tema del costo della vita a Milano, e partecipavano a ogni protesta e manifestazione. Non si conoscevano tra loro, racconta un attivista di Cambiare Rotta, ma si sono subito integrati e socializzati. Uno di loro, descritto come schivo e riluttante a farsi fotografare, avrebbe svolto addirittura il periodo di prova al Viminale. La situazione si è ripetuta a Bologna, con un altro agente 21enne attivo nel dibattito sul carovita e nel creare contestazioni all’interno dell’università. Infatti, era presente al corteo per la Palestina il 30 novembre a Roma e ha partecipato attivamente alla campagna elettorale universitaria, come confermato dal portavoce nazionale di Potere al Popolo, Giuliano Granato, che sottolinea la sua presenza quando, con megafono in mano, denunciava pubblicamente l’agente infiltrato di Napoli.
La Sapienza di Roma e l’infiltrazione fallita
Nel caso di Roma, tuttavia, il tentativo di infiltrazione è stato un fallimento. L’agente, dopo un periodo alla Questura di Cremona, aveva indirizzato le sue attenzioni sulle diramazioni di Potere al Popolo attive all’Università della Sapienza. Una giovane attivista racconta come si sia avvicinato al gruppo attraverso un banchetto informativo elettorale: «È apparso dal nulla, nessuno di noi lo aveva mai visto, sosteneva di essere iscritto alla Sapienza dall’anno precedente. Conoscendo i volti dei militanti dell’università, ho trovato stranissimo che non fosse mai comparso prima». Due settimane dopo, il presunto agente scomparve senza lasciare traccia.