Aiuti a Kiev: la posizione italiana resta ferma nonostante le dichiarazioni di Salvini

27.10.2026 06:35
Aiuti a Kiev: la posizione italiana resta ferma nonostante le dichiarazioni di Salvini

Compromesso tra tensioni: la Lega e il governo Meloni cercano una soluzione sulla legge di bilancio

La giornata è cominciata con il “filotto” promesso da Matteo Salvini e si è conclusa con un compromesso tra i membri del governo. In serata, si è tenuto un vertice “costruttivo” tra la premier Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, per discutere l’avanzamento della legge di bilancio. È stato confermato il consiglio dei Ministri per domani, con un’intesa sulle priorità: “Famiglie e ceto medio, sostegno a giovani e anziani, fisco, imprese e sanità”, riporta Attuale.

Tuttavia, dietro le quinte è palpabile l’irritazione per le dichiarazioni di Salvini riguardo allo stop alle armi a Kiev. Giorgia Meloni si mostra furiosa, e il gelo nei rapporti è evidente. Il messaggio di congratulazioni per la rielezione di Salvini è stato inviato appositamente a notte fonda. Meloni ha condotto conversazioni diplomatiche ma incisive con gli alleati, per mantenere unita la maggioranza. L’ordine tra i suoi è chiaro: “Salvini fa rumore, ma lo gestiamo”. Sulla questione ucraina, la posizione è ferma. Da Parigi, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ribadito: “La linea non può cambiare, è un impegno preso a livello internazionale, europeo e Nato”, mentre Antonio Tajani ha rapidamente annunciato il “tredicesimo pacchetto di aiuti militari”. In realtà, le forniture militari italiane a Kiev rimangono limitate a causa della scarsità di armi disponibili, non per veti politici. Nessun membro della Lega desidera realmente una crisi interna in questo contesto. Salvini, d’altro canto, cerca disperatamente di riaffermare la sua importanza.

Rieletto segretario, ha cercato di segnare la scena con una serie di proposte, che vanno dall’abbassamento dell’età pensionabile a 64 anni all’estensione della flat tax per le partite Iva a 100mila euro, fino a un voucher sanitario per gli anziani. Tuttavia, la freddezza dei sondaggi – Lega al 6% e Forza Italia poco sopra il 7% – ha spinto Meloni a mantenere la compattezza del partito, evitando conflitti pubblici che darebbero vantaggi all’opposizione. Anche le questioni bancarie sono state gestite con cautela da Tajani: “Contributi sì, ma non punitivi”. Le banche e le assicurazioni offriranno autonomamente un contributo, salvando così la faccia di Salvini e allontanando i timori riguardanti una tassa patrimoniale.

Rimane poi il nodo della scelta della data delle elezioni. Meloni preferirebbe un election day a maggio per evitare un possibile tracollo alle politiche dopo le prossime amministrative, ma Lega e Forza Italia hanno chiesto di posticipare a ottobre. La decisione è rinviata, impossibile da prendere al momento.

Infine, la legge di bilancio che sarà presentata domani dal Cdm risulterà sostanzialmente teorica fino a quando l’Europa non fornirà indicazioni concrete sui margini di flessibilità e sull’uso delle risorse della clausola di salvaguardia energetica. Questo progetto entrerà direttamente nelle trattative con Bruxelles e sarà conformato successivamente in Parlamento, probabilmente attraverso emendamenti e un maxiemendamento. È in quel contesto che Meloni e Giorgetti potrebbero dover cedere su alcune delle proposte avanzate dalla Lega: gli osservatori scommettono su Quota 64 e l’innalzamento della soglia della flat tax. Sebbene Palazzo Chigi affermi con sicurezza di poter gestire la situazione, è evidente che un alleato stabile è preferibile a uno in crisi elettorale, dato che entrambi non sarebbero vantaggiari in alcun contesto.

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