Bruxelles considera la sospensione anticipata della procedura d’infrazione all’Italia nonostante il deficit al 3,1%

01.10.2026 12:45
Bruxelles considera la sospensione anticipata della procedura d'infrazione all'Italia nonostante il deficit al 3,1%

La procedura di infrazione contro l’Italia potrebbe essere sospesa anticipatamente, nonostante il deficit/pil previsto al 3,1% che il governo di Giorgia Meloni ha vissuto come una doccia fredda. Questo evento ha aumentato la tensione all’interno dell’esecutivo, anche se pubblicamente le polemiche si sono concentrate sull’approccio dell’Istat nel calcolo dei dati economici, riporta Attuale.

Le novità economiche

A differenza delle aspettative iniziali, la trattativa con l’Europa non si è interrotta. Fonti vicine al dossier rivelano che il lavoro per il rientro dell’Italia dalla procedura di infrazione continua. Bruxelles sarebbe orientata a concedere questa flessibilità, considerando anche la revisione positiva del Pil menzionata da Meloni, finalizzata a dimostrare la sottovalutazione degli italiani da parte di Istat.

Il premier Meloni ha affrontato la questione il 30 settembre, durante un evento organizzato dal Gazzettino. «È necessario, già discusso in sede Ecofin, tenere conto della maggiore inflazione nel calcolo dei parametri europei da rispettare», ha dichiarato Meloni, aggiungendo che altri Stati membri stanno seguendo una linea simile. «Mi attiverò con la Commissione affinché il tema venga discusso nella riunione Ecofin di settimana prossima a Lussemburgo e nelle prossime due settimane al Consiglio europeo».

Il primo incontro utile per discutere di flessibilità e ampliamento delle regole è l’Ecofin di venerdì 9 ottobre, dove i ministri dell’Economia e delle Finanze, incluso l’italiano Giancarlo Giorgetti, potrebbero aprire a nuovi sviluppi.

Coda dice l’Ue

Per Bruxelles, la questione è cruciale. Se l’Italia non esce dalla procedura di infrazione, non sarà partecipante ai progetti legati alla flessibilità energetica e alla difesa, ambiti considerati prioritari dall’UE. Attualmente, l’Italia ha richiesto 14 miliardi per l’energia e 22 miliardi per la difesa. Pertanto, entrambe le parti hanno interesse a raggiungere un accordo, un passo decisivo in vista dell’ultima legge di bilancio prima delle elezioni.

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