Il ministro della Giustizia commenta gli eventi di Bologna
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha rilasciato importanti dichiarazioni riguardo la morte di Abderrahim Fakir, un 43enne deceduto a Bologna durante un intervento della Polizia. Nordio ha sottolineato che, mentre le immagini violente possono causare disagio, è fondamentale considerare le circostanze psicologiche di chi opera in situazioni di estrema difficoltà. Ha inoltre rimarcato l’importanza di attendere i risultati dell’autopsia, riporta Attuale.
Discussione sullo scudo penale per gli agenti
Riguardo allo scudo penale per le forze dell’ordine coinvolte nell’incidente, Nordio ha chiarito che l’espressione “scudo penale” fa erroneamente supporre un’immunità che non esiste. Ha spiegato che si evita l’iscrizione automatica nel registro degli indagati, che può essere vista come una condanna anticipata. Spetta ora alla magistratura giudicare se sussistano le causali giustificative.
La questione della grazia a Mario Roggero
In merito alla grazia per Mario Roggero, Nordio ha affermato che il dialogo con il presidente Sergio Mattarella è stato sereno e tecnico, precisando che la prerogativa della grazia è esclusivamente del presidente. Ha anche evidenziato che il diritto è sempre materia di opinione e che le supreme magistrature cambiano frequentemente orientamento e talvolta possono entrare in contrasto.
Commento sulla stampa e sul conflitto di attribuzioni
Nordio ha aggiunto che non vi è nessun reato di lesa maestà in un conflitto di attribuzione, come nel caso avvenuto in passato tra Quirinale e via Arenula, evidenziando che la Corte Costituzionale è stata istituita per risolvere tali conflitti. Ha espresso rammarico per come una certa stampa abbia enfatizzato in modo eccessivo il colloquio relativo a Roggero.
Non so cosa pensare… È davvero incredibile come queste situazioni possano degenerare così rapidamente. La vita di una persona è andata persa e noi qui a discutere di leggi e regolamenti!! La magistratura deve fare il suo lavoro, ma ci vuole anche umanità in tutto ciò. Chi tutela il cittadino?