Roma, 16 maggio 2026 – Bufera su ‘Porta a Porta’ per le parole espresse dalla giornalista Concita Borrelli durante la puntata di giovedì scorso dedicata al delitto di Garlasco. “Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile, forte, c’è lo stupro – ha dichiarato durante un confronto con gli altri ospiti in studio –. C’è che qualcuno ti prende e tu prendi qualcuno, nella testa, nei sogni, nell’immaginazione, ce l’abbiamo tutti e qui non si tratta di essere santi, bigotti o assassini”. Queste affermazioni hanno immediatamente scatenato la reazione della giallista Elisabetta Cametti, presente in collegamento, e proteste da più parti, dal Pd all’Usigrai, dal M5s alle associazioni contro la violenza, riporta Attuale.
Poche ore dopo, Borrelli si è scusata su X: “Deponete armi e veleni, nemici vicini e lontani, mi scuserò con sincerità, nelle sedi opportune“, ha scritto la giornalista, anche autrice di ‘Porta a Porta’. La redazione del programma ha espresso il proprio “rammarico per quanto accaduto”, mentre il conduttore Bruno Vespa ha comunicato tramite l’Ansa che presenterà le sue scuse nella prossima puntata. Il direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini, ha attivato verifiche sui fatti accaduti.
Le proteste
“Le scuse di Bruno Vespa e le verifiche annunciate da Paolo Corsini sono atti dovuti, ma non chiudono la questione. Anche perché non è la prima volta che Concita Borrelli si rende protagonista di affermazioni gravissime in Rai”, afferma il senatore pentastellato Pietro Lorefice, che chiede alla Rai di rivedere “con urgenza i criteri con cui affida i propri spazi”. Il Consigliere di amministrazione Rai Roberto Natale sottolinea invece che Borrelli “è la stessa ‘opinionista’ che a settembre, in un altro programma, si era detta dotata di un radar attraverso il quale riconoscere i gay” e che “il servizio pubblico non può offrire il palcoscenico a chi cerca di guadagnarsi la notorietà con parole offensive e sconsiderate”.
I componenti dem della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai dichiarano che queste sono “parole inaccettabili che banalizzano il tema della violenza sessuale e risultano offensive nei confronti delle donne e di tutte le vittime di abusi e violenze”. I membri della Commissione Femminicidio, invece, evidenziano i dati sullo stupro in Italia, alla luce dell’ultima rilevazione dell’Istat. “Ne è vittima il 5,7% delle donne, oltre un milione di donne, mentre la percentuale di chi ha subito una violenza di tipo sessuale sale addirittura al 23,4%”, denunciano Cecilia D’Elia, Filippo Sensi e Valeria Valente, ricordando che “dire che ogni donna in fondo sogna lo stupro significa confermare un immaginario collettivo basato sui peggiori stereotipi e pregiudizi maschilisti sulla sessualità”.
Il Garante della privacy sul caso Garlasco
Intanto, il Garante Privacy ha rivolto un nuovo richiamo ai media riguardo alla vicenda Garlasco. Lo spunto è emerso dal programma di Rete 4 ‘Quarta Repubblica’, che ha diffuso intercettazioni relative a una telefonata tra Alberto Stasi e il suo ex difensore, Angelo Giarda. “Si assiste a una continua e morbosa spettacolarizzazione di una vicenda di cronaca, in contrasto con il principio di essenzialità dell’informazione e suscettibile di travalicare il necessario rispetto della persona e della sua dignità”, ha dichiarato l’Autorità, sottolineando che “prende atto della rimozione del servizio televisivo” e continuerà “a vigilare sulla vicenda, anche alla luce dei reclami ricevuti dagli interessati”.