D’Alema ricorda l’incontro con Bossi al corteo del 25 aprile 1994 a Milano

21.03.2026 08:35
D’Alema ricorda l'incontro con Bossi al corteo del 25 aprile 1994 a Milano

Massimo D’Alema ricorda oggi Umberto Bossi in una lunga intervista al Corriere della Sera, parlando della loro prima incontro al corteo della Festa della Liberazione del 1994 a Milano. Dopo la vittoria di Berlusconi, Bossi, allora alleato del Cavaliere, ricevette contestazioni durante l’evento. D’Alema ricorda di averlo incrociato e di avergli fatto i complimenti per la scelta coraggiosa di presentarsi in piazza a celebrare il 25 aprile, riporta Attuale.

Bossi e D’Alema

D’Alema rivela che Bossi gli disse che “noi della Lega siamo antifascisti” e che non aveva sottoscritto alcun accordo politico o elettorale col Movimento sociale italiano. Questi accordi erano considerati da Bossi un artificio di Berlusconi, il quale aveva strategicamente separato il partito al Nord e al Sud. Infatti, Bossi fece leva su questo argomento per togliere la fiducia al governo, affermando la sua autonomia rispetto agli alleati di destra.

Il ribaltone

La decisione di Bossi di ritirare il supporto al governo, conosciuta come ribaltone, fu il frutto di un intenso lavoro politico che coinvolse anche Rocco Buttiglione. D’Alema specifica che non ama il termine, definendolo piuttosto una crisi politica. Dopo la sconfitta alle elezioni del 1994, D’Alema divenne segretario del Pds con l’intento di archiviare l’esperienza dei Progressisti e di aprire allealleanze con i cattolici. In estate, avviò dialoghi con Buttiglione, concordando di presentarsi insieme in un’elezione amministrativa, che culminò nel successo di Mino Martinazzoli a Brescia.

L’insofferenza per Berlusconi

D’Alema sottolinea che Bossi era insofferente all’interno della coalizione di governo con Berlusconi e che Buttiglione, coinvolgendolo nel dialogo, contribuì a creare un ambiente di confronto. D’Alema ricorda di essere stato invitato al congresso della Lega, un evento significativo che testimonia la sua apertura alla cooperazione tra i partiti.

Birra, pancarré e sardine

Il dialogo tra D’Alema e Bossi rivelò anche il carattere vivace del leader della Lega, che riceveva telefonate anche in orari tardivi e viveva in un ambiente piuttosto spartano. D’Alema ricorda un episodio in cui, per sfamarsi, Bossi svuotò il frigo pieno di birre in lattina e portò sardine e pancarré, un gesto che evidenziava la sua spontaneità e praticità.

Costola della sinistra

D’Alema si sofferma sulla definizione del Carroccio come “costola del movimento operaio”, menzionando una ricerca che mostrava che alcuni iscritti alla Fiom in provincia di Brescia votavano per la Lega. Pur non avendo mai pronunciato tale frase ufficialmente, non l’ha mai smentita, lasciando intendere una certa ambiguità sul suo significato.

1 Comment

  1. Che nostalgia! Tanti ricordi di quegli anni ’90, quando la politica italiana sembrava così vivace. D’Alema e Bossi, due facce della stessa medaglia… chissà come sarebbe stato il nostro paese se avessero collaborato di più. Ma alla fine, sembra tutto un grande teatrino.

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