Dalla Cina a Riad, passando per Parigi e Roma: le reazioni globali all’attacco israeliano

13.06.2025 11:15
Dalla Cina a Riad, passando per Parigi e Roma: le reazioni globali all'attacco israeliano

L’operazione conosciuta come «Rising Lion», condotta da Israele, ha visto l’impiego di oltre 200 aerei da combattimento e più di 100 droni impegnati in attacchi a oltre 100 target in territorio iraniano nella mattinata di venerdì. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha definito questa offensiva come un «momento decisivo nella storia di Israele», confermando che il Paese ha preso di mira anche gli scienziati coinvolti nel programma nucleare dell’Iran, in un’azione che si protrarrà finché necessario. Di fronte a questa situazione, l’Iran ha promesso una risposta e sostiene da tempo che il suo programma nucleare è destinato a fini pacifici. In previsione di possibili ritorsioni, Israele ha dichiarato lo stato di emergenza. Riporta Attuale.

Le reazioni a livello internazionale si sono susseguite, con le principali potenze che esprimono preoccupazione per l’escalation del conflitto. Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha affermato che «le notizie di questi attacchi sono preoccupanti» e ha invitato a una riduzione immediata delle tensioni, sottolineando l’importanza della stabilità nella regione e promuovendo un ritorno alla diplomazia.

Antonio Tajani, vice premier e ministro degli Esteri italiano, ha espresso la posizione del dialogo, auspicando un immediato ripristino dei colloqui tra Israele e Iran. «La situazione è complessa e non esiste altra soluzione che la via diplomatica», ha dichiarato, aggiungendo che le violenze rischiano di far degenerare ulteriormente la situazione.

António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha condannato ogni forma di escalation militare in Medio Oriente, esortando entrambe le parti a dimostrare moderazione e a evitare conflitti più profondi. Dal canto suo, il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha sottolineato che l’azione di Israele è unilaterale e ha ritenuto cruciale l’impegno degli alleati, compresi gli Stati Uniti, per ridurre le tensioni.

Oman, coinvolto nel dialogo sul programma nucleare iraniano, ha emesso una dichiarazione ufficiale condannando l’operato israeliano e chiamando la comunità internazionale a prendere una posizione ferma per porre fine all’escalation. Anche l’Arabia Saudita ha condannato vigorosamente le aggressioni israeliane, evidenziando la violazione della sovranità iraniana e insistendo sulla gravità della situazione. La Giordania ha avvertito sulle implicazioni di un’ulteriore escalation, dichiarando che tali azioni minacciano la sicurezza regionale.

Il Qatar ha descritto l’attacco israeliano come una violazione della sovranità iraniana e una chiara infrazione del diritto internazionale. Anche Ankara si è unita alle condanne, affermando che le azioni israeliane dimostrano una mancanza di volontà di risolvere i problemi attraverso la diplomazia.

In un contesto di crescente tensione, Pechino e Mosca hanno adottato posizioni più caute; la Cina ha espresso opposizione a qualsiasi violazione della sovranità iraniana, chiedendo a tutte le parti interessate di promuovere pace e stabilità. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha denunciato l’escalation delle tensioni tra Israele e Iran, esprimendo preoccupazione e chiedendo un immediato intervento diplomatica per evitare ulteriori conflitti.

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