Delcy Rodríguez avvia nomine e purghe in Venezuela: paramilitari in strada e inflazione alle stelle

08.01.2026 00:25
Delcy Rodríguez avvia nomine e purghe in Venezuela: paramilitari in strada e inflazione alle stelle

Venezuela: Lezioni sospese all’Università Centrale in segno di protesta

DALLA NOSTRA INVIATA
BOGOTA’ – Lezioni rinviate finché non verrà emesso un nuovo ordine all’Università Centrale del Venezuela, «per non porre a rischio l’integrità fisica» di studenti e professori. Questo provvedimento arriva dopo che centinaia di giovani dell’ateneo sono stati vittime della repressione durante le proteste anti-Maduro, riporta Attuale.

Nonostante la situazione all’Università, altrove la vita prosegue con la consueta cautela di un popolo sotto sorveglianza, in attesa di capire cosa accadrà. L’unica certezza è la lotta con il portafoglio: il tasso di cambio tra bolivar e dollaro, fondamentale per l’economia locale, continua a deprezzarsi. Attualmente, il tasso ufficiale è di 311 bolivar per dollaro (era 247 il 1° dicembre), ma per strada il biglietto verde si scambia a 800-900 bolivar. Prima dell’attacco americano, un litro di latte costava 12 dollari, mentre ora supera i 16.

All’interno del regime, continua il braccio di ferro. La neo-presidente ad interim Delcy Rodríguez, costretta a governare su un filo di rasoio, tenta di consolidare il potere, avviando le prime nomine e, sotto traccia, una nuova era di purghe. Calixto Ortega Sánchez, ex presidente della Banca Centrale, è stato nominato nuovo ministro dell’Economia.

«Per la fine dell’anno, speriamo di consolidare i dati del 2025», ha dichiarato Rodríguez alla tv pubblica, citando una stima di crescita del 6,5%, senza menzionare i progetti degli Stati Uniti (ieri, la compagnia petrolifera statale Pdvsa ha confermato che i negoziati continuano). Il primo a cadere è stato il comandante della Guardia d’Onore Presidenziale, Javier Marcano Tábata. Al suo posto subentra un «falco», il generale Gustavo González López, già direttore del famigerato Sebin, servizio di intelligence bolivariano considerato responsabile di gravi violazioni dei diritti umani.

Questa nomina sembra contraddire l’annuncio di Donald Trump che aveva parlato dell’imminente chiusura della «camera di tortura nel centro di Caracas», il noto e temuto Helicoide dove il Sebin è accusato di torturare i prigionieri. Incoerenze di un «piano in tre tappe: stabilità, ripresa e poi transizione», come promesso dal segretario di Stato americano Marco Rubio, ancora tutto da costruire.

Washington si affida alla “pragmatica” Delcy. secondo quanto riportato da Joshua Goodman dell’agenzia Ap, «La presidente ad interim del Venezuela è emersa grazie a manovre strategiche e astuzia politica. Nel 2017, in qualità di ministro degli Esteri venezuelano, ha incaricato Citgo di donare 500.000 dollari all’insediamento di Donald Trump, con l’obiettivo di attrarre investimenti americani». I suoi sforzi l’hanno resa una figura chiave nelle cerchie imprenditoriali e politiche statunitensi, ma la transizione «made in Usa» ha molti oppositori.

«Chi ride perché si sono portati via Nicolás non ha capito che la Rivoluzione bolivariana è ancora qui», ha avvertito il ministro degli Interni Diosdado Cabello, i cui paramilitari dei Colectivos sono tornati a pattugliare le strade di Caracas. La risposta di Washington è stata immediata: secondo Reuters, l’amministrazione Trump ha contattato Cabello tramite intermediari con un messaggio chiaro: o ti schieri dalla nostra parte o farai la fine di Maduro. Se collabora con i fratelli Rodríguez, la Casa Bianca troverebbe un modo per esiliarlo. Cabello, considerato il capo più temuto del regime, imita tattiche di guerriglieri: «Dorme di giorno, si sposta di notte e non rimane mai a lungo nello stesso posto», scrive il Miami Herald. «Maduro governava come un re. Cabello vive come un insorto», e non è mai stato un alleato di Delcy Rodríguez, la tecnocrate cui Washington ha già presentato una lunga lista di richieste, tra cui la rottura di ogni rapporto economico con Cina, Russia, Iran e Cuba, e la rimozione dei loro agenti.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere