Samarate (Varese), 3 agosto 2026 – San Macario, frazione di Samarate, piange Federico Venco, il 36enne morto nella notte tra sabato e domenica a Somma Lombardo dopo essere intervenuto per prestare aiuto a una donna in difficoltà. Un gesto di altruismo che, secondo chi lo conosceva, rappresenta perfettamente il modo in cui aveva scelto di vivere, riporta Attuale.
Terzo di quattro fratelli, Federico era il figlio del compianto Ermanno Venco, sindaco di Samarate durante il primo mandato dell’amministrazione comunale all’inizio degli anni Duemila, tragicamente scomparso in montagna nel 2010. Un’altra ferita profonda che la famiglia aveva affrontato con grande dignità e unità.
La mamma
A ricordarlo è innanzitutto la mamma Patrizia, che poche ore prima della tragedia aveva trascorso con lui una serata: “Sabato sera abbiamo cenato insieme, era contento. Ci siamo salutati, poi non ci siamo più rivisti. Federico era un cuor contento. Sono una persona serena perché ho perso un figlio contento. Non bisogna mai spezzare le cose belle.”
La famiglia
I figli Benedetto, Francesco ed Elena si sono stretti attorno a parenti e ai tanti amici che stanno facendo visita nella casa della piccola frazione. Fede e la sua vita: diversi lavori, da manager di McDonald’s fino all’attività di installatore di sistemi di sicurezza sui tetti e giardiniere. Ma la sua più grande passione era la montagna. Era iscritto al CAI di Busto Arsizio e stava per realizzare uno dei suoi sogni più grandi: gestire un rifugio alpino, immerso nei luoghi che più amava, tra vette, sentieri, aria pura e scalate. Qualche anno fa aveva affrontato anche una spedizione sull’Himalaya, arrivando con un gruppo di amici e una guida fino a quote vicine agli ottomila metri.
L’incidente in moto
Dopo un grave incidente motociclistico avvenuto circa un anno e mezzo fa, aveva avuto diversi interventi chirurgici e un lungo percorso di riabilitazione, ma non aveva mai perso la voglia di rendersi utile agli altri.
Mentre faceva la riabilitazione, con le stampelle, invece di fermarsi andava dagli anziani soli di San Macario. Per chi lo conosceva, il fatto che abbia perso la vita cercando di aiutare una persona non è una coincidenza, ma il naturale epilogo di un’esistenza vissuta sempre con disponibilità e altruismo. A San Macario tutti lo conoscevano. Era un volto familiare, profondamente legato al territorio e alla sua comunità. “Era un ragazzo solare e altruista, un’anima gentile, vera e trasparente. Federico era davvero quello che vedevi,” conclude Emanuela.
L’autopsia
Nel frattempo il corpo del 36enne non è stato ancora restituito ai familiari. Si trova infatti a disposizione dell’autorità giudiziaria e, come previsto in casi di questo genere, sarà sottoposto ad autopsia su disposizione della Procura della Repubblica di Busto Arsizio. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Massimo De Filippo, che dovrà fare piena luce sulla dinamica della tragedia.