Giorgia Meloni rifiuta di firmare il Dpcm per un miliardo ai magistrati: «Mandino pure un commissario»

18.10.2026 16:35
Giorgia Meloni rifiuta di firmare il Dpcm per un miliardo ai magistrati: «Mandino pure un commissario»

La premier Giorgia Meloni ha annunciato all’Adnkronos che non firmerà il Dpcm per riconoscere circa 970 milioni di euro tra arretrati e aumenti di stipendio per i magistrati: «Mandino pure un commissario», riporta Attuale.

La premier tiene il punto: «Non firmerò»

Nella prossima legge di bilancio, non ci saranno i 970 milioni di euro dovuti dallo Stato italiano ai magistrati. La premier ha confermato di non avere alcuna intenzione di fare passi indietro rispetto alla sua posizione: «Direttore, non firmerò. Se il Consiglio di Stato lo riterrà opportuno, nomini pure il commissario», ha dichiarato Meloni all’Adnkronos. Questa dichiarazione si riferisce alla possibile nomina di un commissario ad acta che dovrebbe garantire l’esecuzione delle decisioni del Consiglio di Stato in caso di inerzia del governo. Meloni ha insistito che quei 970 milioni sono dieci volte di più «di quanto sto cercando solo per affrontare il tema dell’autotrasporto e impedire che si blocchi la consegna delle merci in tutta Italia». Nonostante la sua posizione, la presidente del Consiglio ha dichiarato di essere disponibile ad ascoltare le associazioni rappresentative per cercare una soluzione.

Perché i magistrati chiedono quasi un miliardo di euro

La controversia è legata al meccanismo di adeguamento degli stipendi dei magistrati e al calcolo degli arretrati. Il Consiglio di Stato ha riconosciuto che i criteri retributivi sono stati applicati in modo errato, aprendo la strada al ricalcolo delle somme dovute per gli anni precedenti. L’importo totale stimato è di circa 970 milioni di euro, inclusi arretrati e adeguamenti per i magistrati ordinari, amministrativi e contabili. Si stima che ogni magistrato possa ricevere circa 70mila euro di arretrati e 20mila euro di aumento di stipendio per il 2027, ripetuto negli anni successivi. Tuttavia, l’Associazione nazionale magistrati ha ribadito che tali stime sono «prive di fondamento» e ha dichiarato che gli importi effettivi sono «di gran lunga inferiori».

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