Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha deciso di azzerare il suo staff, revocando i decreti di due figure chiave del ministero, Emanuele Merlino ed Elena Proietti, in un cambio di rotta che segna una netta separazione dalla gestione precedente, riporta Attuale.
Il caso dei fondi per il documentario su Regeni
La figura più controversa è quella di Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica e considerato molto vicino al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari. Le indiscrezioni indicano che a Merlino viene contestata una grave omissione di vigilanza riguardo al documentario «Tutto il male del mondo», dedicato a Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso al Cairo. Il ministero ha inizialmente negato i finanziamenti, per poi promettere di rimediare.
«Alcuni film hanno ottenuto finanziamenti pubblici immeritati, sia su base automatica, sia su base selettiva. Altri, pur meritandoli, non li hanno avuti. Valga su tutti l’inaccettabile caduta sul docufilm ‘Tutto il male del mondo’, dedicata a Giulio Regeni, alla cui memoria vanno il mio pensiero accurato e la promessa, già in parte mantenuta, di mettere ordine e un sovrappiù di coscienza morale, laddove hanno prevalso invece l’opacità e l’imperizia», ha dichiarato Giuli nei giorni scorsi.
La rimozione della segretaria particolare
Anche la rimozione di Elena Proietti, responsabile della segreteria personale del ministro, non è meno clamorosa. Le motivazioni qui sembrano riguardare un incidente diplomatico e organizzativo, poiché Proietti è finita nel mirino per un’assenza ingiustificata durante la missione internazionale di Giuli a New York lo scorso mese.