Il dollaro segna il peggior avvio dell’anno in cinquant’anni

01.07.2025 08:15
Il dollaro segna il peggior avvio dell'anno in cinquant'anni

Il crollo del dollaro: un’analisi del primo semestre 2025

Il dollaro statunitense ha cominciato il 2025 con performance estremamente negative, registrando il suo peggior inizio d’anno dal 1973. Da gennaio a giugno, il valore della valuta ha subito una diminuzione di quasi l’11% rispetto a un paniere di valute, comprendente l’euro, la sterlina e lo yen giapponese, riporta Attuale.

Le ragioni di questo declino sono molteplici e principalmente riconducibili alle scelte del presidente Donald Trump, insediatosi il 20 gennaio. Tra le decisioni più impattanti, spicca la guerra commerciale avviata da Trump, che ha visto l’imposizione di dazi elevati e la minaccia di ulteriori tariffe su numerosi paesi. Questa strategia ha generato notevoli incertezze sui mercati finanziari, influenzando il settore produttivo e il commercio globale. Inoltre, le preoccupazioni riguardo a un possibile incremento dell’inflazione e al debito pubblico degli Stati Uniti amplificano il pessimismo degli investitori.

Il dollaro, pur mantenendo il suo status di valuta predominante a livello globale, sta mostrando segni di debolezza che preoccupano gli investitori. Alcuni di essi potrebbero scegliere di limitare la loro esposizione al rischio legato alle decisioni di Trump, riducendo o ritirando i propri investimenti in beni americani.

Al contrario, nel primo semestre del 2025, l’euro ha registrato un aumento di valore del 13%, raggiungendo un cambio di 1,18 dollari per euro, rispetto ai 1,04 dollari di inizio anno. Questo cambiamento rende più vantaggioso per i cittadini dell’eurozona, come quelli italiani, viaggiare negli Stati Uniti e fare acquisti in dollari, mentre gli statunitensi si trovano a pagare di più per visitare l’Europa. Un dollaro più debole potrebbe altresì favorire le esportazioni statunitensi, rendendo i prodotti americani più competitivi all’estero; tuttavia, i dazi imposti da Trump complicano questa dinamica.

È interessante notare che l’ultima volta che si registrò un inizio d’anno così negativo per il dollaro fu nel 1973, un periodo che segnò profondi cambiamenti nel sistema monetario globale. Dopo la Seconda guerra mondiale, le transazioni valutarie nei paesi occidentali si basavano su un sistema di cambi fisso, vincolato al dollaro e all’oro. Nel 1971, il presidente Nixon decise di abbandonare il gold standard, un evento noto come “Nixon shock”, dando il via a una nuova era di cambi flessibili.

Il calo del dollaro nel primo semestre 2025 è stato anche influenzato da timori legati all’aumento del debito pubblico statunitense. Trump è attualmente alla ricerca di supporto al Congresso per far approvare la “Grande, Bellissima legge” (“One Big, Beautiful Bill Act”), progettata per introdurre tagli fiscali per le fasce di reddito più elevate e aumentare le spese militari e per la sicurezza dei confini. Tuttavia, i risparmi previsti in altre aree come sanità, educazione e energie rinnovabili non compensano completamente l’enorme incremento di debito che si prevede possa superare i 3.000 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni.

Il governo spera di attirare investimenti nei titoli di Stato americani, ma la fiducia degli investitori è in calo, principalmente a causa della crescente volatilità economica provocata dalle politiche di Trump.

– Leggi anche: Musk ha definito «un disgustoso abominio» una legge voluta da Trump.

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