Pakistan: il maresciallo Asim Munir propone la riforma delle province per consolidare il potere
Il maresciallo Asim Munir, capo delle forze armate pakistane, ha avviato una nuova iniziativa per consolidare il proprio potere e allontanare i suoi avversari politici. La proposta prevede la divisione del Pakistan in almeno 12 province, puntando a ridurre l’influenza delle attuali province, che tradizionalmente esercitano un forte potere politico. Munir mira a smantellare le strutture politiche provinciali, considerandole come ultime sacche di autonomia civile, riporta Attuale.
Le province pakistane, storicamente, sono il fulcro delle dinastie politiche del paese. Ogni provincia è dominata da poderosi partiti e famiglie, instaurando relazioni di potere che favoriscono la corruzione. Il Punjab, la provincia più grande con 128 milioni di abitanti, è governato dalla Lega Musulmana del Pakistan, mentre il Sindh è dominato dalla famiglia Bhutto e dal Partito popolare di Asif Ali Zardari, attuale presidente del paese.
Munir giustifica la sua proposta con l’intento di rendere i governi locali più efficienti e meno corrotti. Le attuali province coprono vaste aree e, secondo Munir, la corruzione è endemica in tutte le istituzioni governative del Pakistan. La riorganizzazione del territorio potrebbe, pertanto, portare a miglioramenti nella governance.
Il progetto di Munir si scontra però con la Costituzione pakistana, che richiede il consenso di due terzi del parlamento locale per la divisione di una provincia. Mentre la Lega Musulmana potrebbe sostenere la riforma nel Punjab, la situazione si complica nelle altre province, dove le forze politiche potrebbero opporsi. Un’altra possibilità potrebbe consistere in una riforma costituzionale tramite referendum, ma questo approccio non è esente da rischi, poiché potrebbe essere percepito come un tentativo di accentramento del potere.
Munir mantiene un certo grado di popolarità grazie ai successi in politica estera, tuttavia il Pakistan affronta sfide significative, come una crescita economica stagnante e un’inflazione elevata. La questione della sicurezza è altresì critica, specialmente in province colpite dalla violenza terroristica.
Recentemente, il governo federale ha dichiarato lo stato di emergenza nel Khyber Pakhtunkhwa, una provincia governata dal partito Tehreek-e-Insaf dell’ex primo ministro Imran Khan, attualmente in carcere per corruzione. Il governo ha motivato questa decisione con l’insufficiente collaborazione locale nella lotta contro il terrorismo, visto che la provincia confina con l’Afghanistan ed è stata teatro di numerosi attacchi terroristici.
La nuova governance sarà temporaneamente affidata a un governatore nominato dal governo centrale, in attesa di una futura riorganizzazione della provincia. Il Khyber Pakhtunkhwa, insieme al Belucistan, ha registrato un alto numero di attacchi terroristici, con 225 incidenti solo nel mese di settembre, evidenziando la necessità di un intervento decisivo contro la crescente insicurezza.