Il 25 agosto 2026 è emerso che il servizio radiotelevisivo pubblico tedesco MDR ha interrotto lunedì sera per alcuni minuti la programmazione televisiva in Sassonia-Anhalt, trasmettendo uno schermo nero con la scritta: «Come vedete, non vedete nulla. Niente più MDR in Sassonia-Anhalt? Può succedere». L’iniziativa è stata presentata come un avvertimento sulle conseguenze che potrebbe avere l’uscita del Land dal sistema previsto dal trattato interstatale sulla radiotelevisione pubblica, il Rundfunkstaatsvertrag, che l’AfD ha promesso di avviare in caso di arrivo al governo.
Il messaggio è apparso alla vigilia di una possibile svolta politica regionale e ha portato direttamente nelle case degli spettatori l’ipotesi di una riduzione drastica dell’offerta televisiva locale. Il riferimento alla scomparsa del MDR in Sassonia-Anhalt non riguardava infatti la cessazione dell’intero ente, ma la fine dei suoi programmi regionali nel Land.
Dopo l’interruzione: la spiegazione del direttore del MDR
In un’intervista successiva, il direttore generale del MDR Ralf Ludwig ha spiegato che molti cittadini non comprendono ancora la portata concreta della procedura. In caso di recesso dal trattato, la Sassonia-Anhalt dovrebbe informare il pubblico con due anni di anticipo: la decisione non produrrebbe quindi effetti immediati, ma aprirebbe una scadenza precisa per l’organizzazione futura del servizio.
La conseguenza indicata da Ludwig è che, se la comunicazione arrivasse entro la fine del 2026, dal 2029 i programmi regionali del MDR scomparirebbero dalla Sassonia-Anhalt. Il calendario dipende dunque dalla formalizzazione del recesso e dal rispetto del periodo di preavviso, non da una semplice decisione editoriale del broadcaster.
L’intervista ha chiarito anche che il MDR non cesserebbe completamente di operare nella regione. L’emittente continuerebbe a lavorare in Sassonia-Anhalt e in Turingia, ma con finanziamenti e capacità di copertura significativamente ridotti. A essere colpita sarebbe quindi la struttura regionale del servizio pubblico, insieme alla sua presenza giornalistica e televisiva sul territorio.
Il nodo del finanziamento e dell’indipendenza editoriale
L’interruzione della trasmissione è stata usata dal MDR per richiamare l’attenzione non soltanto sulla possibile perdita di programmi, ma anche sugli effetti che la modifica del modello di finanziamento potrebbe produrre sulla libertà di informazione. L’attuale sistema garantisce al servizio pubblico entrate stabili soprattutto attraverso i contributi versati dai cittadini tedeschi; la sua cancellazione priverebbe il canale di una base finanziaria regolare.
Secondo la posizione espressa attraverso l’iniziativa del MDR, il tema non può essere ridotto a una discussione sui costi. La revoca del modello di finanziamento potrebbe creare un precedente di pressione politica sui media, perché renderebbe più esposta la sopravvivenza di un’emittente indipendente alle decisioni della maggioranza che governa un singolo Land.
La sequenza degli effetti prospettati dal direttore del MDR è quindi definita: un eventuale recesso comunicato entro la fine del 2026, due anni di preavviso e, dal 2029, la scomparsa delle trasmissioni regionali in Sassonia-Anhalt. Parallelamente, il broadcaster resterebbe attivo, ma con risorse molto più limitate e con una copertura ridotta anche rispetto alla sua funzione di informazione locale.
La proposta dell’AfD e la reazione dei suoi critici
L’AfD presenta l’uscita dal sistema della radiotelevisione pubblica come una risposta agli «eccessivi costi» del servizio. Nella ricostruzione del MDR e dei suoi critici, tuttavia, questa motivazione economica rappresenta soprattutto una giustificazione per obiettivi politici più ampi: indebolire istituzioni che sostengono il giornalismo indipendente, il controllo pubblico e il pluralismo delle opinioni.
La questione riguarda perciò la struttura stessa del rapporto tra politica e informazione. Poiché il servizio pubblico è finanziato in larga parte dai contributi dei cittadini e non direttamente dalle casse dello Stato, l’iniziativa dell’AfD non si tradurrebbe semplicemente in un risparmio per le finanze pubbliche. La cancellazione della disciplina vigente inciderebbe invece sulla stabilità economica del broadcaster e sulla sua autonomia editoriale.
I critici dell’AfD considerano questa impostazione un’espressione della natura antidemocratica della partito: dietro l’obiettivo dichiarato dell’ottimizzazione finanziaria vedono il tentativo di indebolire gli strumenti che assicurano informazione indipendente, controllo sull’operato delle istituzioni e pluralismo nel dibattito pubblico.
La vicenda è stata documentata anche da Welt, dopo la temporanea interruzione della programmazione in Sassonia-Anhalt e l’intervista a Ralf Ludwig.
Al momento, il MDR ha trasformato la propria programmazione in un avvertimento pubblico: se l’AfD dovesse arrivare al governo e il Land notificasse il recesso entro la fine del 2026, i programmi regionali in Sassonia-Anhalt cesserebbero dal 2029, mentre l’emittente continuerebbe a operare con risorse e copertura ridotte.