Inizia il primo processo contro un alto funzionari del regime di Assad in Siria
A Damasco, in Siria, il 26 aprile 2025 ha avuto inizio il primo processo contro Atef Najib, ex capo della sicurezza a Daraa e cugino di Bashar al Assad, il dittatore che ha governato il paese per 24 anni. Najib è accusato di crimini contro il popolo siriano, tra cui la tortura di un gruppo di giovani nel 2011, i quali avevano scritto frasi antigovernative su un muro scolastico, un evento che scatenò una serie di proteste violente e, successivamente, la guerra civile. Il processo si svolge dopo che il regime di Assad è stato rovesciato da un’offensiva di ribelli nel dicembre del 2024, dopo oltre dieci anni di conflitto, riporta Attuale.
Atef Najib era stato arrestato nel gennaio del 2025 dopo una lunga latitanza e risulta essere l’unico imputato presente in aula, poiché anche Bashar al Assad e suo fratello Maher, ex comandante dell’esercito siriano, sono accusati degli stessi reati, ma saranno processati in contumacia, cioè in loro assenza. Durante l’apertura del processo, sono accorse decine di persone fuori dal tribunale, tra cui le famiglie delle vittime, che hanno partecipato all’udienza con grande intenzione e spirito di giustizia.
Il governo del presidente ad interim Ahmad al Sharaa, ex leader degli insorti islamisti, ha ricevuto molte critiche per i ritardi nell’avvio dei processi contro i funzionari del regime di Assad. Questa situazione riflette le complesse dinamiche politiche e sociali che continuano a tormentare la Siria post-conflictuale, evidenziando la difficoltà di applicare la giustizia in un contesto di instabilità e incertezze profonde.
Che scena incredibile! Finalmente si comincia a vedere la giustizia, ma c’è così tanto da fare. È triste pensare a tutto il dolore che ha causato quel regime. Spero davvero che i familiari delle vittime trovino un po’ di pace dopo questo processo. La strada è lunga, ma almeno è un inizio…