Incidente mortale sul lavoro a Piombino: richieste di chiarezza da parte dei sindacati
Il 29 ottobre, un grave incidente si è verificato all’interno dell’officina della ditta Bertocci di Piombino, in Toscana, dove un operatore di 64 anni, Salvatore Parlato, è rimasto gravemente ferito a seguito dell’esplosione di uno pneumatico di un mezzo operativo. L’elicottero Pegaso della Regione Toscana è intervenuto per trasportare Parlato all’ospedale Le Scotte di Siena, ma l’incidente è rimasto silenzioso, senza comunicazioni ufficiali alle istituzioni o ai media. La situazione è emersa solo dieci giorni dopo, quando è stata diffusa la notizia della morte di Parlato, avvenuta il 6 novembre, riporta Attuale.
Gianfranco Francese, segretario generale della Cgil di Livorno, ha espresso la sua preoccupazione, sottolineando la necessità di trasparenza riguardo le dinamiche dell’incidente. “La comunità ha il diritto di sapere cosa è accaduto, l’azienda deve spiegare. Vogliamo che siano accertate le modalità e la dinamica dell’incidente, affinché non si possa ripetere”, ha dichiarato Francese, manifestando solidarietà alla famiglia di Parlato.
Nonostante il grave evento, i responsabili della ditta Bertocci non hanno rilasciato dichiarazioni e il tentativo di contatto da parte della stampa non ha avuto esito positivo. In risposta, i sindacati hanno indetto uno sciopero di un’ora alla fine di ogni turno nel comprensorio di Piombino, come segno di protesta e richiesta di giustizia. “Rinnoviamo l’appello ai lavoratori presenti in azienda affinché parlino”, ha aggiunto Francese, evidenziando l’importanza di scoprire la verità dietro l’incidente.
Il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni ha condannato il ritardo delle comunicazioni, definendolo inaccettabile e annunciando un’interrogazione ai ministri competenti per fare chiarezza sul “blackout informativo” che ha caratterizzato questa grave situazione. “Dolore e rispetto per un altro morto sul posto di lavoro; non era mai accaduto nel nostro Paese”, ha affermato Fratoianni.
I sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno confermato la morte di Parlato in una nota congiunta e hanno avviato misure legali per accertare gli aspetti legati all’incidente, in attesa delle indagini della magistratura. “Stiamo dialogando con le altre sigle sindacali per segnalare una comunità che reagisce contro un altro ‘operaicidio’”, ha concluso Francese, promettendo che non esiteranno a costituirsi parte civile se necessario.