Indagini su 25 sospettati di finanziamenti a Hamas, coinvolto anche un giornalista italiano

29.12.2025 06:25
Indagini su 25 sospettati di finanziamenti a Hamas, coinvolto anche un giornalista italiano

Scoperta di un’organizzazione che finanzia Hamas in Italia: 25 indagati e oltre 8 milioni di euro sequestrati

Le indagini condotte dalla Dda di Genova hanno portato all’apertura di un’inchiesta che coinvolge un totale di 25 indagati, tra cui la moglie e i figli di Mohammad Hannoun. È stato sequestrato oltre un milione di euro in contanti, in aggiunta ai 7 milioni già bloccati sabato scorso, insieme a opuscoli, varia documentazione informativa e una bandiera di Hamas, riporta Attuale.

Le operazioni comprendono 9 misure cautelari eseguite a seguito di 17 perquisizioni effettuate da Digos e Gdf, che hanno portato all’arresto di 7 persone, mentre due risultano attualmente latitanti e potrebbero trovarsi in Turchia e Gaza. Le intercettazioni telefoniche hanno rivelato frasi inquietanti, come quella di uno degli indagati che, riferendosi al 7 ottobre, ha dichiarato: “è l’inizio della liberazione”. Tra gli arrestati c’è anche il presidente dei Palestinesi d’Italia, attualmente detenuto nel carcere genovese di Marassi, considerato dagli inquirenti un membro di spicco della cellula italiana di Hamas.

IL RUOLO DEI FAMILIARI DI HANNOUN Secondo le accuse, i familiari di Hannoun avrebbero svolto un ruolo cruciale nel finanziamento di Hamas. La moglie e i due figli sarebbero stati a conoscenza della destinazione finale dei fondi raccolti e, nel caso dei figli, avrebbero mantenuto contatti o trasportato denaro in alcune occasioni. Tra gli indagati figura anche la giornalista Angela Lano, di 62 anni, accusata di partecipare a un’associazione terroristica; si sospetta che fosse responsabile della propaganda di Hamas in Italia, come dimostrano le bandiere sequestrate durante le perquisizioni.

In un’abitazione a Sant’Angelo Lodigiano sono stati rinvenuti tre computer nascosti, mentre a Sassuolo sono stati trovati 560mila euro in un garage. Gli investigatori hanno inoltre acquisito una chiavetta USB contenente canti corali islamici in onore di Hamas e altro materiale di particolare interesse per le indagini.

L’IMAM DI TORINO Il nome di Mohamed Shahin, l’imam di Torino, è emerso nei documenti dell’inchiesta. Sebbene non risulti indagato, le intercettazioni indicano che ha avuto contatti con gli arrestati e sarebbe coinvolto nel trasferimento di fondi verso Gaza attraverso un referente di raccolta a Torino.

LA DIFESA Gli interrogatori di garanzia, che si svolgeranno domani davanti alla giudice Silvia Carpanini, coinvolgeranno principalmente collegamenti in video, ad eccezione di Hannoun, che incontrerà i suoi legali lunedì nel carcere. Gli avvocati Dario Rossi, Emanuele Tambuscio e Fabio Sommavigo affermano che le accuse sono basate su evidenze e valutazioni di origine israeliana, sostenendo che la loro validità potrebbe non rispettare i principi costituzionali di formazione della prova. La difesa evidenzia il rischio che azioni di solidarietà verso la popolazione palestinese possano essere fraintese come supporto a attività terroristiche.

LE INTERCETTAZIONI Le intercettazioni, in particolare quelle di Ra’Ed Hussny Mousa Dawoud, noto come Abu Falastine, rivelano dichiarazioni come “Toufan al Aqsa, 7 ottobre 2023, è stato l’inizio della liberazione”. La difesa contesta l’impianto accusatorio, facendo riferimento a un documento della sicurezza interna di Hamas in cui Dawoud è indicato come referente della raccolta fondi in Italia. Tuttavia, l’avvocato Samuele Zucchini, legale di Rahed Al Salahat, ribadisce che il suo assistito si occupava di attività caritatevoli in Palestina, mentre le accuse di utilizzo di fondi per scopi terroristici restano non dimostrate.

1 Comment

  1. Non so come sia possibile che all’interno del nostro paese ci siano organizzazioni che finanziano un gruppo terroristico come Hamas. È allucinante vedere come si possa arrivare a tanto. Le famiglie coinvolte? Devono rendere conto delle loro azioni! E chi dice che sostenere i palestinesi sia giusto, a volte passa il limite… mah!

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