La Global Sumud Flotilla perde contatto con dieci attivisti in Libia, inclusi due italiani

25.05.2026 07:05
La Global Sumud Flotilla perde contatto con dieci attivisti in Libia, inclusi due italiani

Perdita di contatto con attivisti italiani in Libia

Da domenica pomeriggio, la Global Sumud Flotilla ha perso contatto con una decina di attivisti della sua spedizione in Libia, tra cui due italiani. La spedizione, composta da circa 200 persone, si trova bloccata da otto giorni vicino alla città di Sirte, al confine tra la parte occidentale della Libia, controllata dal governo riconosciuto dalla comunità internazionale, e quella orientale, sotto il dominio del generale Khalifa Haftar. Il gruppo che ha perso il contatto aveva oltrepassato il confine per trattare con le autorità libiche orientali al fine di garantire il passaggio del convoglio, ma dopo aver superato i primi posti di blocco, non è stato più possibile comunicare con loro, riporta Attuale.

Maria Elena Delia, portavoce italiana della Flotilla, ha dichiarato che, secondo le informazioni ricevute dall’organizzazione, gli attivisti potrebbero essere stati arrestati. I due italiani coinvolti sono Domenico Centrone e Dina Alberizia. Il Ministero degli Esteri italiano ha confermato di essere al corrente della situazione e sta seguendo l’evolversi del caso.

La situazione in Libia rimane precaria e caratterizzata da un conflitto tra le diverse fazioni che controllano le varie regioni del paese. La Global Sumud Flotilla è nota per le sue iniziative umanitarie e per il sostegno ai diritti umani, e la perdita di contatto con i suoi membri solleva preoccupazioni sulle loro condizioni e sul rispetto dei diritti umani in un contesto di incertezze politiche. Gli sviluppi saranno monitorati con attenzione dalla comunità internazionale.

La Farnesina, il ministero degli Affari Esteri italiano, sta operando in stretto contatto con le autorità libiche per ottenere ulteriori informazioni sulla situazione degli attivisti. Le autorità italiane hanno già espresso la loro preoccupazione e hanno chiesto chiarezza sulle circostanze riguardanti la detenzione degli attivisti.

Nel frattempo, attivisti e organizzazioni per i diritti umani hanno lanciato appelli affinché venga garantita la sicurezza degli altri membri della Flotilla ancora presenti in Libia, sottolineando l’importanza di un rapido intervento diplomatico per risolvere la crisi attuale e per garantire la libertà e la sicurezza di tutti gli attivisti coinvolti.

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