Riapertura controversa del sito di chat Coco: indagini della procura di Parigi
La procura di Parigi ha avviato un’inchiesta sulla riapertura del sito di chat gratuite Coco, utilizzato anche da Dominique Pelicot per contattare numerosi uomini che hanno poi stuprato l’ex moglie Gisèle. Il sito, già al centro di diversi procedimenti giudiziari, era stato chiuso nel giugno del 2024 dopo l’arresto del suo fondatore, Isaac Steidl, accusato di traffico di droga, possesso e distribuzione di materiale pedopornografico, corruzione di minori tramite internet e associazione a delinquere, riporta Attuale.
La scoperta della riapertura del sito è avvenuta grazie al quotidiano francese Ouest-France, che ha rivelato come Coco ora operi sotto una nuova URL denominata Cocoland. L’agenzia di stampa AFP ha riportato le parole dell’avvocato di Steidl, Julien Zanatta, il quale ha affermato che il suo cliente «non ha nulla a che fare» con il nuovo portale.
Secondo quanto segnalato dalla rete televisiva francese BFM, alcuni dei suoi giornalisti sono riusciti ad accedere al nuovo sito in pochi secondi, senza alcun processo di registrazione o verifica. Fingendosi adolescenti di 13 anni, sono stati rapidamente contattati da utenti che hanno continuato a inviare foto oscene e messaggi sessualmente espliciti, anche dopo aver appreso che “la ragazza” era minorenne.
La procura di Parigi aveva già avviato un’indagine su Coco nel giugno del 2024, supportata da 71 procure che hanno raccolto casi legati al sito e trasmesso informazioni all’unità informatica della Giurisdizione nazionale per la lotta alla criminalità organizzata (Junalco). In totale, erano state esaminate oltre 23.000 segnalazioni di reati associati a Coco, coinvolgendo almeno 480 persone. A seguito di questo approfondito lavoro investigativo, il sito era stato chiuso.