Il 16 giugno 2025 il corvetta russa «Boykiy» ha scortato apertamente due petroliere sanzionate, SELVA e SIERRA, attraverso il Canale della Manica, segnando un’escalation significativa nelle manovre di Mosca per aggirare le restrizioni occidentali. La scoperta, resa nota il 22 giugno dall’analista marittimo Mark Douglas su LinkedIn, rivela un’azione coordinata e pianificata della Marina russa, che utilizza la forza militare per proteggere il cosiddetto «flotta ombra» russaimpegnata nel commercio petrolifero sotto sanzioni (fonte DW).
Coordinamento e sfida aperta alle sanzioni
I dati AIS confermano la sincronizzazione del passaggio delle petroliere SELVA e SIERRA, entrambe soggette a sanzioni imposte da Regno Unito e Unione Europea, scortate dal corvetta della Marina militare russa. Questo rappresenta un segnale inequivocabile di preparazione e volontà di Mosca di sfidare la politica sanzionatoria occidentale. La navigazione sotto scorta militare in un’area strategica europea indica un’escalation e un tentativo di testare la reattività e la determinazione dell’Occidente (fonte The Insider).
Implicazioni e rischi per la sicurezza marittima europea
L’assenza di una risposta rapida da parte delle autorità britanniche e comunitarie è interpretata come un indice di debolezza che la Russia potrebbe sfruttare per intensificare queste pratiche. L’episodio evidenzia l’importanza di rafforzare il controllo sulle rotte marittime soggette a sanzioni, in particolare nei passaggi strategici come il Canale della Manica, Gibilterra e gli stretti del Mar Baltico.
Gli esperti sollecitano l’adozione di misure immediate, tra cui il potenziamento del monitoraggio sanzionatorio, il blocco dei servizi di assicurazione e di manutenzione per le navi coinvolte, e l’istituzione di pattuglie navali congiunte NATO per prevenire futuri scortamenti militari a navi che violano le sanzioni (fonte TopWar).
Un banco di prova per la determinazione occidentale
Questo episodio rappresenta un ulteriore test per la capacità dell’Occidente di mantenere la pressione sulla Russia, mentre Mosca rafforza il suo approccio ibrido, mescolando pratiche commerciali illegali a una presenza militare provocatoria. Se non contrastato con fermezza, il rischio è che i corridoi marittimi europei si trasformino in nuove linee di tensione e conflitto, con impatti diretti sulla stabilità regionale e sull’efficacia delle sanzioni.
La situazione sottolinea la necessità di una risposta strategica e coordinata per evitare che la Russia consolidati questa modalità di aggiramento delle restrizioni internazionali, aggravando la crisi globale legata alla sicurezza energetica e geopolitica.