Cercasi grande centro: 33 sigle per 8 milioni di voti in vista delle elezioni 2027

17.06.2026 02:15
Cercasi grande centro: 33 sigle per 8 milioni di voti in vista delle elezioni 2027

Il Grande Centro Italiano: Un Vuoto di Tre Decenni

Roma – Chi conquisterà il grande centro? Lo spazio politico centrale è rimasto vacante dal 26 luglio 1993, quando Mino Martinazzoli annunciò la fine della Democrazia Cristiana di fronte a cinquecento delegati all’Eur di Roma. Da quel momento, ha avuto inizio una diaspora, che ha lasciato il grande centro in uno stato di abbandono. Trentatré anni dopo, questo spazio è ancora desolato, come se una forza centrifuga impedisse ai diversi pretendenti di avvicinarsi. Tuttavia, la questione centrale domina il dibattito sulle alleanze in vista delle prossime elezioni, riporta Attuale.

Non è mai stato chiarito quanto i partiti centristi pesino realmente alle urne, ma l’idea che il centro possa essere la chiave di ogni coalizione non ha mai perso rilevanza. Tuttavia, un centro realmente unito e autonomo non è mai emerso. Da Berlusconi fino a Renzi e Calenda, gli sforzi per creare un grande centro si sono tradotti in risultati modesti, con l’ultimo tentativo che ha fruttato un rispettabile ma insufficiente 7,78% di voti.

Chi detiene oggi la rappresentanza del grande centro? Gli ultimi sondaggi vedono Azione di Calenda in cima con un esiguo 3,5%. Numeri inadeguati per ambire ad un ruolo da ago della bilancia. Matteo Renzi, stabilmente al 2,4%, sta cercando alleanze con il Campo Largo, desideroso che l’elettorato moderato torni a guardare al centro. Già, ma proprio ieri, i leader del Campo Largo (Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni) si sono riuniti senza invitare Renzi. Calenda ha ironizzato su X: “Era sotto il tavolo?”, mentre tornava da Milano dove era stato a una kermesse con lo Spazio Pubblico di Pina Picierno.

L’ex premier Monti, che nel 2013 assaporò il terzopolismo con risultati modesti (8,30% alle Politiche), non ha mai visto coronato il sogno del centrismo post-Democrazia Cristiana: diventare ago della bilancia. Oggi, il grande centro sembra più un’idea vintage che una realtà politica. Teoricamente, lo spazio esiste e i sondaggi lo confermano, ma la difficoltà rimane nel trasformare le intenzioni di voto in risultati concreti alle urne.

La situazione attuale presenta ben trentatré sigle, potenzialmente capaci di attrarre tra sei e dieci milioni di voti, ma la storia della Democrazia Cristiana, che contava dodici milioni di voti nel suo momento più basso, avverte che il percorso è lungo. Il grande centro oggi è un caleidoscopio, con posizioni che oscillano tra destra e sinistra, cattolici e laici, statalisti e liberali.

(1. Continua)

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