Trump ottimista sulla situazione in Ucraina, ma il fronte Est resta critico
DALLA NOSTRA INVIATA
ODESSA – Durante l’incontro con il presidente ucraino Zelensky a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, il presidente degli Stati Uniti, Trump, ha dichiarato che l’Ucraina ha la capacità di “riconquistare tutti i territori persi” mentre la Russia è “una tigre di carta”, riporta Attuale. Zelensky ha informato Trump riguardo ai “progressi sul campo”, rivelando che negli ultimi trenta giorni le forze ucraine hanno recuperato 360 chilometri quadrati occupati dai russi.
Nonostante le dichiarazioni diplomatiche, la situazione sul fronte di terra rimane critica e le prossime settimane si preannunciano decisive, poiché l’arrivo del freddo potrebbe rallentare le operazioni militari. I soldati russi devono avanzare per garantire a Putin una vittoria sul campo, mentre le forze ucraine devono resistere dopo un’estate intensa di combattimenti, con molte truppe sotto pressione dalle rotazioni in corso da diversi mesi.
A Est e Sud Est, la perdita di anche un solo snodo strategico potrebbe compromettere l’intero fronte. Gli esperti stanno monitorando le operazioni russe, che hanno recentemente preso il controllo di villaggi nell’oblast’ di Dnipropetrovsk e Zaporizhzhia, e mostrano intenti di avanzare ulteriormente nell’Oblast di Kharkiv.
I punti più critici e la trappola mortale di Kupiansk
In particolare, gli analisti evidenziano la città di Kupiansk, ora a rischio di caduta. Si potrebbero verificare manovre ben orchestrate da parte russa, che vogliono creare una via d’accesso alla seconda città ucraina. Tuttavia, le forze ucraine hanno utilizzato una tattica efficace per fermare i tentativi d’ingresso, allagando i tubi delle condotte e provocando ingenti perdite tra i soldati russi, alcuni dei quali sono rimasti intrappolati.
Nel frattempo, le forze ucraine stanno avanzando nei pressi di Borova, Novopavlivka e nell’area di Dobropillya, mentre i russi continuano a spingere verso Kostyantynivka-Druzhkivka e nei pressi di Siversk. La situazione rimane estremamente precaria.
Gli attacchi al settore petrolifero russo
Parallelamente, l’Ucraina intensifica gli attacchi a lungo raggio contro il settore petrolifero russo. Da agosto, più di 30 attacchi hanno colpito raffinerie e depositi, riducendo la capacità di raffinazione russa di oltre 1 milione di barili al giorno e abbattendo le esportazioni ai livelli prebellici. L’ultima notizia riporta un attacco a due oleodotti nelle oblast di Bryansk e Samara.
In un contesto di guerra ibrida, il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha denunciato attacchi con droni ucraini che hanno creato disagi all’aeroporto di Sheremetyevo durante le operazioni militari.
Le minacce russe al fianco Est della Nato
Nel frattempo, Mosca continua a minacciare il fianco Est della Nato con ripetute violazioni dello spazio aereo e attacchi con droni. Dopo l’attacco hacker agli aeroporti di Londra Heathrow, Berlino e Bruxelles, la tensione rimane alta, con la polizia danese che indaga sul possibile coinvolgimento di navi russe nell’incursione sui cieli di Copenaghen.
In risposta a questa crescente instabilità, gli esperti militari enfatizzano la necessità di un sistema di difesa anti-drone europeo più efficace. È previsto un incontro tra il commissario europeo alla Difesa, Andrius Kubilius, e i dirigenti politici delle nazioni della frontiera orientale per discutere la realizzazione di un “muro di droni” europeo, un’iniziativa che presenta potenzialmente rischi per il supporto delle forze europee all’Ucraina.