L’Aquila, 28 aprile 2026 – La recente perizia psichiatrica depositata presso il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha riscontrato “inadeguate capacità genitoriali” nella cosiddetta ”famiglia del bosco”, definendo che tali carenze stanno influenzando negativamente lo sviluppo neuropsicologico dei bambini, il che rende la richiesta di immediato ricongiungimento familiare o di affido esclusivo al padre priva di fondamento clinico e giuridico, riporta Attuale.
La perizia di 196 pagine
Questo documento, composto da 196 pagine e firmato dalla psichiatra Simona Ceccoli, evidenzia competenze ritenute inadeguate nella coppia anglo-australiana residente a Palmoli, nel Chietino. La consulente ha riscontrato specifici tratti di personalità nei genitori che interferiscono con i bisogni evolutivi dei tre figli minori. Anche se la coppia dimostra determinazione e energia, l’analisi globale mette in evidenza fragilità significative che avrebbero inciso sullo sviluppo neuropsicologico dei bambini, portando a una condizione di immaturità.
“I bimbi restino in casa protetta”
Le conclusioni della perizia stabiliscono che “la richiesta di immediato ricongiungimento familiare o di affido esclusivo al padre appare priva di fondamento clinico e giuridico”. Questo documento indica quindi la necessità di mantenere i minori nella struttura protetta di Vasto, dove si trovano dal 20 novembre scorso. Secondo la psichiatra, la tutela dei bambini deve avvenire attraverso un percorso graduale di avvicinamento alla realtà sociale e sanitaria, superando il contesto di isolamento in cui sono cresciuti. La consulente non esclude che Nathan Trevallion e Catherine Birmingham possano recuperare l’idoneità genitoriale in futuro.
La lega: “Violenza istituzionale dei tribunali”
La perizia ha suscitato la reazione della Lega, il cui leader, nonché ministro alle Infrastrutture e vicepremier, Matteo Salvini, ha già incontrato i “genitori nel bosco”. In una nota della Lega, si afferma: “Siamo di fronte ad una inspiegabile forma di violenza istituzionale nei confronti di una famiglia che ha scelto l’Italia e che desidererebbe solo tornare a vivere tranquillamente, nel pieno rispetto della legge italiana su casa, educazione e salute. È purtroppo evidente la difficoltà dei tribunali a correggere i propri giudizi iniziali e a cambiare rotta, nell’esclusivo e supremo interesse dei minori.