Scontri a Torino: tensioni nel Pd dopo il pestaggio di un poliziotto al corteo di Askatasuna

02.02.2026 02:45
Scontri a Torino: tensioni nel Pd dopo il pestaggio di un poliziotto al corteo di Askatasuna

Roma, 2 febbraio 2026 – Tra la condanna e l’imbarazzo. Il giorno dopo gli scontri a Torino e il pestaggio del poliziotto al corteo di Askatasuna, il Partito democratico si trova al centro delle critiche. Mentre una delegazione dem visita gli agenti feriti durante la manifestazione, il sindaco Stefano Lo Russo viene accusato per il suo accordo con il centro sociale, sciolto solo dopo l’assalto a La Stampa, e per la presenza in piazza di Marco Grimaldi, vicecapogruppo di Alleanza Verdi Sinistra alla Camera. Elly Schlein ribadisce la netta condanna del Pd per le violenze sugli agenti e chiama in causa Giorgia Meloni, riporta Attuale.

Schlein non ha preso bene le accuse mosse al suo partito da alcuni esponenti di centrodestra, né le “strumentalizzazioni” recenti, di cui si dice “preoccupata”. Così ha deciso di contattare la presidente del Consiglio, sottolineando che le forze dell’ordine sono “un patrimonio dello Stato, non una questione di parte” e che “in questi momenti le istituzioni devono unire, non dividere”.

La graticola di Lo Russo

Il primo cittadino aveva annunciato la costituzione di parte civile della città nei procedimenti giudiziari sugli scontri, ma l’ex senatore Pd Stefano Esposito lo critica: “Qualcuno a sinistra continua a dare copertura politica ai delinquenti. Io penso che Avs sia incompatibile con una cultura di governo. Lo Russo è lontano da quelle posizioni, ma il problema si scarica su di lui. È stato un drammatico errore aver provato a legalizzare il centro sociale: era chiaro fin dall’inizio che non avrebbero mai rinnegato la violenza”. La collega di Genova, Silvia Salis, esprime la sua “vicinanza” al sindaco, mentre Sara Funaro da Firenze definisce “l’aggressione agli agenti un atto criminale, compiuto non da cittadini che manifestano ma da delinquenti”.

L’imbarazzo del Pd

“Non c’è nulla di rivoluzionario nel picchiare un poliziotto a terra in 20. Vergognatevi. Avete dato argomenti alla repressione e dei calci a un lavoratore”, scrive sui social l’ex ministro del Lavoro Andrea Orlando. L’europarlamentare Giorgio Gori aggiunge: “A chi, a sinistra, sostiene che le violenze di Torino sono da condannare perché fanno il gioco di chi vuole i decreti sicurezza – cioè della destra – rispondo che no, sono atti di delinquenza, punto. E come tali vanno perseguiti. Solidarietà ai due agenti feriti negli scontri”. Anche Lucia Annunziata chiede alla sinistra di condannare la violenza contro il poliziotto, così come l’ex sindaco di Torino Piero Fassino, che afferma: «Bastoni e bombe molotov sono incompatibili con la democrazia. Solidarietà alle forze dell’ordine e agli agenti feriti», mentre Gianni Cuperlo descrive la manifestazione pacifica come “inquinata dai violenti» e Arturo Scotto invita la destra a smettere «di speculare su una vicenda così grave scagliandosi contro il Pd, l’opposizione e i magistrati. Sarebbe assai grave che i fatti di Torino venissero usati per ulteriori strette dal sapore autoritario”.

La difesa di Grimaldi

Sui social si fa sentire anche Grimaldi: “A chi mi chiede come sto e come stiamo, rispondo che siamo tristi e amareggiati che fatti gravi abbiano oscurato su tutti i media e nei commenti la manifestazione pacifica di 49mila persone contro mille”. Poi ricorda le immagini dell’agente a terra, picchiato con ferocia da alcuni manifestanti: “Chi ha commesso quel reato o non prende le distanze fa il gioco di chi vuole i decreti sicurezza e di chi descrive Torino come il centro dell’eversione italiana”.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere