L’Italia affronta perdite economiche ingenti a causa del clima estremo
La drammatica crisi idrica sta colpendo duramente l’agricoltura italiana, con danni stimati per oltre 1,5 miliardi di euro. Le ondate di caldo estremo, le grandinate e gli incendi hanno aumentato i costi climatici a oltre tre miliardi di euro. In particolare, la siccità minaccia il 60% del territorio italiano ed è responsabile di una contrazione del 10% delle coltivazioni di riso, un calo del 9% della produzione di grano duro e del 5-10% dell’ortofrutta in generale, riportano Attuale.
Il settore agroalimentare italiano, cruciale per l’economia nazionale, è duramente colpito. L’agroalimentare, leader in Europa, ha generato il 16,9% del valore aggiunto agricolo dell’UE nel 2025. Tuttavia, i problemi climatici e la geopolitica stanno mettendo sotto pressione l’intera filiera, con rischi per le esportazioni che nel 2025 hanno raggiunto i 72 miliardi di euro. I prodotti Dop rimangono una colonna portante grazie alla loro bassa elasticità al prezzo e alla forte differenziazione qualitativa.
La crisi geopolitica in Medio Oriente ha portato a un aumento del 44% dei costi dei carburanti e del 9% per i fertilizzanti, contribuendo all’inflazione. Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti sottolinea la necessità di interventi strutturali per proteggere il settore, promuovendo infrastrutture resilienti e tecniche agronomiche di adattamento. Coldiretti richiede l’accelerazione del Piano Invasi per garantire risorse idriche nei momenti di bisogno.
Le risaie, molto sensibili alla scarsità d’acqua, mostrano una riduzione delle coltivazioni del 10%. Anche la produzione di grano duro e mais è fortemente compromessa, con perdite fino al 70% in alcune zone. La produzione di olio nel Nord è in calo del 40%, mentre il Sud potrebbe vedere una crescita delle produzione grazie a condizioni climatiche più favorevoli.
L’ortofrutta è tra le filiere più vulnerabili, con la scomparsa di migliaia di ettari coltivati a causa dei cambiamenti climatici. Il caldo estremo può ulteriormente ridurre le rese, mentre le temperature record hanno già causato un calo della produzione di latte, con effetti negativi anche sulla produzione di formaggi.
Il rischio economico complessivo associato al caldo estremo del 2026 è considerevole, con costi per l’UE di circa 180 miliardi di euro, pari all’1,1% del PIL del blocco, e l’Italia è tra i paesi più colpiti.