Trump mostra disinteresse per la sicurezza di Israele nel nuovo accordo con l’Iran

18.06.2026 11:05
Trump mostra disinteresse per la sicurezza di Israele nel nuovo accordo con l'Iran

Trump minimizza le preoccupazioni di Israele riguardo all’accordo con l’Iran

Mercoledì, il presidente statunitense Donald Trump ha sminuito le preoccupazioni di Israele relative all’accordo concluso con l’Iran, volto a tentare di porre fine al conflitto mediorientale. Considerato un pre-accordo, il documento lascia aperte molte questioni, inclusa l’assenza di riferimenti al programma missilistico iraniano, visto come una minaccia significativa per la sicurezza nella regione. Rispondendo alle domande dei giornalisti al G7, Trump ha affermato: «I missili non sono un problema… Possono danneggiare un piccolo posto, ma non distruggere il mondo», riporta Attuale.

Il “piccolo posto” menzionato da Trump si riferisce a Israele. Questa affermazione da parte di un presidente americano è senza precedenti e riflette il deterioramento delle relazioni tra Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, scese a un punto critico dopo un lungo periodo di tensioni. Con l’accordo, Trump appare aver messo in secondo piano gli interessi di Israele, facendo assurgere la questione del conflitto iraniano a priorità politica per gli Stati Uniti.

Se per gli Stati Uniti questo accordo rappresenta un fallimento politico e diplomatico, per Israele si potrebbe tradurre in una concreta minaccia alla sicurezza. L’accordo, firmato mercoledì, è preliminare e rimane soggetto a ulteriori negoziati, lasciando l’Iran libero di ricostruire la propria economia, espandere il programma missilistico e finanziare milizie alleate, come Hezbollah in Libano. Inoltre, il documento impone limiti vaghi al programma nucleare iraniano, che dovranno essere dettagliati in futuro, e potrebbe costringere Israele a interrompere le operazioni militari in Libano, sebbene il governo israeliano si opponga a tale scenario.

Questa situazione appare inaccettabile per Israele, un sentimento che attraversa l’intero spectrum politico, da destra a sinistra, unanimi nel considerare l’Iran una minaccia che non può essere affrontata solo tramite la diplomazia. I supporteri di Netanyahu criticano Trump per quello che considerano un «tradimento», mentre anche l’opposizione esprime preoccupazione sul potenziale pericolo del nuovo accordo.

Normalmente, tali preoccupazioni verrebbero ascoltate dagli Stati Uniti. Tuttavia, recenti rapporti indicano che Trump è frustrato dall’atteggiamento di Netanyahu e percepisce l’alleato israeliano come un problema piuttosto che un partner affidabile. Netanyahu, in effetti, ha convinto Trump ad attaccare l’Iran promettendo una vittoria rapida, ignorando i dubbi espressi dai servizi segreti americani. Con l’andare della guerra, Netanyahu ha continuato a sollecitare Trump a prendere ulteriori misure militari, ma la situazione si è complicata, con Trump che ha iniziato a mostrarsi irritato per non aver visto realizzarsi le promesse di un rapido successo.

The dynamic fra Trump e Netanyahu si è fatta sempre più tesa, culminando in uno scambio di insulti. Recentemente, Trump ha definito Netanyahu «completamente pazzo» e ha attribuito la colpa a lui per l’odio verso Israele che cresce a livello globale. Netanyahu sembra consapevole dei rischi nell’influenzare Trump verso una guerra, temendo una possibile rappresaglia, ma continua anche a ritenere che Trump possa essere persuaso su molte questioni.

L’accordo con l’Iran risulta così svantaggioso per Israele che Trump sembra essersi distaccato da Netanyahu. Ciò non implica che il legame tra Stati Uniti e Israele sia rotto, ma indica una perdita di influenza da parte di Netanyahu. Se le condizioni dell’accordo dovessero rimanere inalterate, Israele si troverà in una posizione più vulnerabile, con un minor margine di manovra militare. Le conseguenze dell’alleanza tesa con Trump potrebbero rivelarsi gravi per il futuro di Israele.

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