Zapatero indagato per associazione a delinquere, dovrà comparire in tribunale il 2 giugno

20.05.2026 10:35
Zapatero indagato per associazione a delinquere, dovrà comparire in tribunale il 2 giugno

Indagine su Zapatero: l’ex premier spagnolo accusato di corruzione

L’ex premier socialista spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero è attualmente indagato per associazione a delinquere, traffico di influenze e falso documentale. Gli inquirenti hanno perquisito i suoi uffici e quelli di altre società per raccogliere prove che confermino l’accusa di essere a capo di «un’organizzazione gerarchica dedita al traffico di influenze». Il 2 giugno, Zapatero dovrà comparire davanti all’Audiencia Nacional: è la prima volta che un ex capo del governo di Madrid è convocato in tribunale in qualità di inquisito, riporta Attuale.

La radice dell’indagine ha portato il giudice José Luis Calama a prendere questa importante decisione, legata al salvataggio di Plus Ultra, una piccola compagnia aerea ispano-venezuelana che nel marzo 2021 ha ricevuto aiuti per 53 milioni di euro, approvati dal governo di Madrid, attraverso un Fondo di sostegno alla solvibilità delle imprese strategiche. Questo fondo era stato creato per ripristinare le finanze di aziende che, nonostante avessero i conti in ordine prima della pandemia, erano state gravemente colpite.

La decisione di supportare Plus Ultra era stata già oggetto di disamina da parte dei magistrati, considerando che la compagnia, con un limitato numero di aerei e voli su rotte minori verso l’America Latina, veniva considerata «strategica» per il servizio che forniva. Tuttavia, l’indagine si è intensificata dopo l’arresto a dicembre di due imprenditori: il presidente di Plus Ultra, Julio Martínez Sola, e l’amministratore della società di consulenza Análisis Relevante, Julio Martínez Martínez, accusati di irregolarità finanziarie.

Martínez Martínez è un amico di Zapatero, condividendo con lui la passione per la corsa e avendo corse insieme solo tre giorni prima del suo arresto. Zapatero ha dichiarato di aver ricevuto circa 70.000 euro lordi all’anno per sei anni dalla società di Martínez. Inoltre, anche una società delle figlie di Zapatero, What The Fav, ha fatturato somme significative ad Análisis Relevante. Secondo le ricostruzioni, tuttavia, ci sarebbe molto di più che un semplice rapporto commerciale.

In sostanza, Zapatero avrebbe operato al di fuori delle norme per garantire i 53 milioni a Plus Ultra e, in cambio, la compagnia gli avrebbe fatto arrivare tramite Martínez l’1% della somma. Si presume che questo intrigo di società di comodo, incluse entità a Dubai, abbia portato nelle tasche di Zapatero e della sua famiglia un totale di 1,95 milioni di euro in commissioni irregolari, comprese intermediazioni nella vendita di petrolio venezuelano.

Ieri, nella parte finale della sua comunicazione, l’ex premier ha diffuso un video in cui respinge le accuse. Mentre l’opposizione, con il leader del Partito Popolare Alberto Núñez Feijóo in prima linea, richiede le dimissioni del premier Pedro Sánchez, i socialisti si uniscono attorno a Zapatero. Per la sinistra spagnola, già in crisi di consenso e affrontando inchieste giudiziarie che coinvolgono membri della propria famiglia, un’eventuale aggravamento della posizione di Zapatero sarebbe un evento catastrofico. Infatti, egli rappresenta il patrimonio più prezioso del Partito Socialista, e ogni suo intervento a sostegno di Sánchez è stato fondamentale grazie al suo notevole prestigio, non solo tra i socialisti, ma anche nell’elettorato di sinistra. «Non gli hanno mai perdonato le sue conquiste. Chi può fare qualcosa lo faccia», ha espresso il Psoe in un comunicato. La preoccupazione è tale che, il 2 giugno, con Zapatero, si giocherà anche il futuro di un’intera idea di Paese.

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